{"id":835,"date":"2019-05-31T17:48:48","date_gmt":"2019-05-31T15:48:48","guid":{"rendered":"http:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/?page_id=835"},"modified":"2019-06-04T11:57:00","modified_gmt":"2019-06-04T09:57:00","slug":"panel-13","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/i-panel-dellottavo-convegno-sisi-cagliari-2019\/panel-13\/","title":{"rendered":"Panel 13 &#8211; Fazioso, settario, tribale? Tornare alla storia del Medio Oriente per destrutturare le semplificazioni del presente"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400\">Presidente e Discussant: <\/span><b>Marzia Casolari, <\/b><span style=\"font-weight: 400\">Universit\u00e0 di Torino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Relatori: <\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Marzia Casolari<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Torino, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Una rilettura storica del nazionalismo arabo: conoscere il passato per comprendere il presente;<\/span><\/i><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Massimo Ronzani<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Padova, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Il ruolo delle comunit\u00e0 locali e del fronte siriano nella crisi di Alessadretta (1936-1939);<\/span><\/i><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Francesco Brunello Zanitti<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Istituto in Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie, \u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Il \u201cNuovo Medio Oriente\u201d e le influenze dell\u2019orientalismo sull\u2019immaginario occidentale; <\/span><\/i><\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p><b>Abstract<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">A partire dagli anni \u201990 del Novecento \u00e8 andata affermandosi da parte della cultura politica dei paesi egemoni occidentali una visione del Medio Oriente come intrinsecamente diviso in comunit\u00e0 religiose ed etniche e in gruppi tribali: si \u00e8 descritta questa parte del mondo come primitiva e naturalmente votata al conflitto, pertanto politicamente instabile proprio perch\u00e9 divisa in sette, trib\u00f9, fazioni, partiti. Per un\u2019erronea inferenza si attribuiscono al passato politico del Medio Oriente le stesse caratteristiche del presente. In questo modo si ignorano le cause, l\u2019evoluzione storica e politica durata oltre un secolo, che hanno determinato la situazione attuale. Si semplifica una complessit\u00e0 composta da fenomeni di carattere economico, sociale e politico e da responsabilit\u00e0 che non ricadono solo sugli \u201carabi\u201d, ma anche sui dominatori, ottomani prima e occidentali in seguito, coloniali e post-coloniali.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Riproducendo questo clich\u00e9, chi oggi si pone il problema di \u201criordinare\u201d il Medio Oriente, propone soluzioni territoriali e politiche fondate sulle etnie e sulle comunit\u00e0 religiose.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Questa visione del Medio Oriente si basa su un fraintendimento della storia, che non consente di comprendere una serie di eventi che hanno visto la mobilitazione trasversale delle comunit\u00e0 religiose (sunniti, sciiti, alawiti, cristiani e talvolta ebrei), di componenti di diversa origine, provenienti dalla Siria, dalla Mesopotamia, dall\u2019Egitto. Fu il caso senz\u2019altro della Grende rivolta araba del 1916-18 e del governo di Damasco, guidato da Feysal I, della rivolta irachena, o Grande Rivoluzione irachena del 1920, contro gli inglesi, o della Grande rivolta siriana, antifrancese, del 1925-1926.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Significativamente, la storiografia, sia araba che occidentale, sul nazionalismo arabo delle origini \u00e8 fiorita tra gli anni \u201960 e i primissimi anni \u201990. Questa storiografia ha consentito non solo di ricostruire la formazione dei gruppi socio-economici ed etnici che hanno costituito il primo nazionalismo arabo, ma anche di comprendere sia il complesso rapporto tra arabi e ottomani, sia l\u2019impatto che la colonizzazione anglo-francese ha avuto rispetto alla nascita del nazionalismo, ma anche rispetto all\u2019emergere delle fazioni, soprattutto in relazione al perseguimento di interessi contrapposti, ovvero un rapporto privilegiato con i colonizzatori o, viceversa, la liberazione dalla dominazione coloniale. Al tempo stesso, si affronter\u00e0 il problema dei vuoti storiografici riguardanti il nazionalismo arabo delle origini, dovuti soprattutto al carattere incompiuto degli studi, che si sono pressoch\u00e9 fermati, appunto, all\u2019inizio degli anni \u201990.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Questo panel innanzitutto propone una ricostruzione, attraverso la storiografia esistente, dei processi unificanti all\u2019interno del nazionalismo arabo delle origini, allo scopo di dimostrare che le divisioni e il settarismo non hanno caratterizzato in modo significativo la storia del Medio Oriente almeno fino alla fine degli anni \u201920 del Novecento.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019analisi approfondita di un caso studio, riguardante la questione di Alessandretta mette in luce il ruolo svolto dalle eterogenee comunit\u00e0 non turche\/turcofone nello scontro tra la componente kemalista e quella arabo siriana e le dinamiche attraverso le quali le istanze autonomiste e filo-siriane di queste comunit\u00e0 siano state sopraffatte dall\u2019egemonia turca.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Infine, si cercher\u00e0 di dimostrare come l\u2019attuale visione del Medio Oriente come intrinsecamente settario, diviso e conflittuale continui a essere ispirata dall\u2019orientalismo e come questo retaggio abbia permeato le scelte di politica estera, in particolare statunitensi, nel lungo periodo.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Interventi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Marzia Casolari: <\/b><b><i>Una rilettura storica del nazionalismo arabo: conoscere il passato per comprendere il presente.<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La visione comunemente diffusa oggi del Medio Oriente come diviso in comunit\u00e0, gruppi religiosi, trib\u00f9 e formazioni politiche, per lo pi\u00f9 radicali, in lotta fra loro, contrasta con una serie di processi ed eventi storici, anche di notevole rilevanza, il cui studio ha dimostrato come queste componenti variegate, almeno fino a una certa epoca collocabile, con qualche eccezione, intorno alla met\u00e0 degli anni \u201920 del Novecento, abbiano concorso all\u2019esperienza del\u00a0 nazionalismo arabo. <\/span><span style=\"font-weight: 400\">Questo paper propone una ricostruzione storica di processi ed eventi particolarmente significativi, che hanno visto la mobilitazione congiunta di arabi provenienti da ogni angolo del Medio Oriente, a prescindere dal credo religioso. Basti pensare che il nucleo originario del nazionalismo arabo, alla fine del XIX secolo, era rappresentato da cristiani libanesi.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Si cercher\u00e0 di mettere in luce i vuoti storiografici che tuttora persistono in relazione a questa fase del nazionalismo arabo, nonostante gli studi di storici di primo piano come, per citarne solo alcuni, Albert Hourani, Hanna Batatu, Philip Khoury, Rashid Khalidi, Ussama Makdisi.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Una rilettura della storia del Medio Oriente focalizzata sulle esperienze unificanti del nazionalismo arabo pu\u00f2 essere utile non solo per comprendere simili spinte che, nonostante tutto, ancora oggi persistono nel Mondo Arabo, ma forse a offrire nuove prospettive anche in relazione all\u2019attuale politica mediorientale.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Massimo Ronzani:\u00a0<\/b><b><i>Il ruolo delle comunit\u00e0 locali e del fronte siriano nella crisi di Alessadretta (1936-1939).<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Nel 2011 Sarah Shileds ha sottolineato come i nazionalisti arabi furono vittime nel Sangiaccato di Alessandretta dell\u2019irredentismo kemalista e degli interessi strategici francesi (Sarah D. Shields, Fezzes in the River: Identity Politics and European Diplomacy in the Middle East on the Eve of World War II, Oxford University Press). La relazione vuole approfondire la questione analizzando le vicende che coinvolsero le comunit\u00e0 \u201cnon turche\/turcofone\u201d presenti in questa regione, come quella alauita o armena. Queste comunit\u00e0, pur diverse sul piano culturale, religioso e linguistico, cercarono di far fronte comune contro l\u2019annessione turca. La regione divenne luogo di scontro tra due nuovi elementi, quello turco kemalista e quello arabo siriano, quest\u2019ultimo particolarmente attivo grazie all\u2019opera della Lega di Azione Nazionale di Zaki al-Arsuzi. Attraverso i censimenti e le elezioni condotte sotto la supervisione della Societ\u00e0 delle Nazioni, le comunit\u00e0 locali si schierarono liberamente e in maggioranza a favore di una parziale autonomia della regione, all\u2019interno della futura Repubblica araba siriana. Furono le forti pressioni politiche e militari kemaliste, con il beneplacito francese, e non le divisioni interne del fronte arabo nazionalista locale, che consegnarono la regione ad Ankara.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Francesco Brunello Zanitti:\u00a0<\/b><b><i>Il \u201cNuovo Medio Oriente\u201d e le influenze dell\u2019orientalismo sull\u2019immaginario occidentale.<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La considerazione occidentale del Medio Oriente \u00e8 stata influenzata nel corso della storia da una visione ancorata ad alcuni canoni riconosciuti come essenziali e immutabili nel tempo. Tale rappresentazione ha comportato una descrizione della regione come intrinsecamente settaria, divisa\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400\">e faziosa, composta da Stati intesi come entit\u00e0 artificiali, e ha influenzato la gestione degli affari internazionali da parte dei principali attori occidentali (Regno Unito, Francia, Stati Uniti) fino ai giorni nostri. La divisione di territori, gli spostamenti di popolazioni, gli interventi militari e l\u2019idea che determinate aree fossero fondamentalmente identificabili con una religione, una setta o una lingua specifica seguirono tale logica.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Il paper intende dimostrare come le volont\u00e0 di \u201cmappare\u201d e immaginare il Medio Oriente siano influenzate dall\u2019orientalismo. Se il passato della regione \u00e8 stato interpretato utilizzando il clich\u00e9 semplificatorio della divisione in etnie e religioni, anche i tempi recenti vengono spesso spiegati attraverso la considerazione di un territorio essenzialmente diviso in gruppi settari in perenne conflitto tra loro, utilizzando la figura retorica della \u201cbalcanizzazione\u201d. Questa lettura ha fornito la giustificazione per un interventismo occidentale (in particolare americano) inteso come mutamento storico decisivo e salvifico. Gli attori del Medio Oriente, infatti, tendenzialmente inaffidabili, sarebbero stati incapaci di garantire pace, progresso e stabilit\u00e0 per i loro stessi territori. Questa narrativa relativa all\u2019inaffidabilit\u00e0 di determinate popolazioni \u00e8 simile a quella utilizzata dall\u2019orientalismo britannico per spiegare il rapporto tra Londra e i territori afro-asiatici controllati dall\u2019impero.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400\">A tal proposito sar\u00e0 utilizzato come caso di studio la volont\u00e0 di \u201cmappare\u201d il Medio Oriente da parte dell\u2019amministrazione americana dopo l\u201911 settembre e in particolare nel periodo precedente all\u2019intervento in Iraq nel 2003. La lettura semplificata di un determinato territorio, l\u2019idea della \u201cdemocrazia\u201d come elemento esportabile e l\u2019interpretazione dell\u2019Iraq come \u201centit\u00e0 artificiale\u201d o \u201cfallita\u201d del Medio Oriente contribuirono a favorire l\u2019intervento militare statunitense. La politica estera di Washington ha pertanto utilizzato, per soddisfare interessi politici ed economici nella regione, una narrazione orientalistica del Medio Oriente, inteso come fazioso, settario e tribale e, proprio per questo, facilmente rimodellabile.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presidente e Discussant: Marzia Casolari, Universit\u00e0 di Torino. 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