{"id":820,"date":"2019-05-31T17:19:55","date_gmt":"2019-05-31T15:19:55","guid":{"rendered":"http:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/?page_id=820"},"modified":"2019-06-01T16:26:27","modified_gmt":"2019-06-01T14:26:27","slug":"panel-9","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/i-panel-dellottavo-convegno-sisi-cagliari-2019\/panel-9\/","title":{"rendered":"Panel 9 &#8211; Soft power of the press. L\u2019impatto della stampa e dei social media nelle politiche degli Stati &#8211; Panel II"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400\">Presidente: <\/span><b>Christian Rossi,<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> Universit\u00e0 di Cagliari.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Discussant: <\/span><b>Sofia Graziani,<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> Universit\u00e0 di Trento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Relatori:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Alessio Zuddas,<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> Universit\u00e0 di Cagliari, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Il soft power britannico tra interessi economici e politici durante il mandato di Margaret Thatcher. Il ruolo del Foreign Office e della BBC nella politica dei media britannici e stranieri all\u2019estero;<\/span><\/i><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Barbara Onnis<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Cagliari, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Il soft power con \u2018caratteristiche cinesi\u2019 quale strumento di accrescimento potere globale della Cina;<\/span><\/i><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Francesca Congiu e Nicola Tedesco,<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> Universit\u00e0 di Cagliari, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019espansione globale dei mezzi di comunicazione della Repubblica Popolare Cinese. Il caso Kenya;<\/span><\/i><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Alessandro Uras<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Cagliari, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Soft power e nuovi media. Nazionalismo e propaganda nella creazione di una identit\u00e0 marittima cinese;<\/span><\/i><\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p><b>Abstract<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il panel intende riportare gli esiti (in itinere) di una ricerca biennale finanziata dalla Fondazione di Sardegna dal titolo \u201cSoft Power of the Press, Media and Internet over the International and Domestic policies of the States\u201d (annualit\u00e0 2017), che ha visto coinvolti numerosi componenti di diversi ambiti scientifico disciplinari del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La ricerca si inserisce nel campo di studio, oramai decennale, del dibattito sul soft power, parte integrante della diplomazia culturale, che \u00e8 a sua volta una delle componenti chiave della diplomazia pubblica. Scopo principale della ricerca \u00e8 di analizzare il ruolo della stampa, dei media e dei nuovi social media in generale, nella politica degli Stati e delle loro relazioni internazionali, la loro possibile influenza nei processi decisionali e nella percezione dell\u2019opinione pubblica su questioni specifiche (immigrazione, Brexit, ruolo UE, percezione della RPC, tanto per citare alcuni esempi).Partendo da un approccio storico, a partire dalla politica di propaganda, un\u2019attenzione particolare \u00e8 stata dedicata all\u2019attuale fenomeno delle fake news. Il fenomeno delle notizie falsate non \u00e8 certamente nuovo, ma sicuramente le tecnologie odierne hanno contribuito ad amplificarne, in modo esplicito, sia la portata sia la diffusione. Un recente rapporto di Freedom House (ottobre 2018) sulla libert\u00e0 nel web evidenzia come la diffusione delle fake news costituisca oggigiorno una delle principali modalit\u00e0 di influenza sull\u2019opinione pubblica, in grado di determinare risultati elettorali, scelte economiche e sociali. Lo scandalo di Cambridge Analytica ha inoltre evidenziato come l\u2019utilizzo dei dati privati, lasciati sul web dagli utenti, in maniera o meno consapevole, possa avere fini politici e commerciali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La ricerca \u00e8 stata condotta mediante l\u2019utilizzo di casi studio in contesti molto diversi, a dimostrazione del fatto che il fenomeno non conosce confini, n\u00e9 di natura geografica n\u00e9 tantomeno di natura politico-ideologica. Un aspetto importante sul quale ci si \u00e8 soffermati nell\u2019analisi dei vari contesti \u00e8 stato l\u2019uso governativo dei dipartimenti\/ministeri per l\u2019informazione (in alcuni casi propaganda) dei diversi governi (due esempi per tutti, il Central Office of Information del Regno Unito; il Dipartimento della Propaganda della RPC).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019articolazione del panel rispecchia l\u2019articolazione della ricerca e prevede 8 interventi distribuiti di fatto su due panel.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Interventi<\/strong><\/p>\n<p><b>Alessio Zuddas:\u00a0<\/b><b><i>Il soft power britannico tra interessi economici e politici durante il mandato di Margaret Thatcher. Il ruolo del Foreign Office e della BBC nella politica dei media britannici e stranieri all\u2019estero<\/i><\/b><\/p>\n<p><span class=\"\">L\u2019arrivo di Margaret Thatcher alla guida del governo del Regno Unito coincise con un periodo di riorganizzazione dei <\/span><i class=\"\">BBC External Services <\/i><span class=\"\">(ora <\/span><i class=\"\">World Service<\/i><span class=\"\">)<\/span><span class=\"\">, braccio operativo del <\/span><i class=\"\">soft power <\/i><span class=\"\">mediatico\u00a0del Foreign and Commonwealth Office britannico. Il governo dovette, infatti, scegliere dove concentrare i propri sforzi per sfruttare al meglio le trasmissioni televisive in lingua inglese e i contatti con la stampa estera. Tra vecchi e nuovi scenari ed equilibri globali, l\u2019estremo oriente fu privilegiato al continente africano, come dimostrato dall\u2019incremento del dialogo politico e tecnico, ai pi\u00f9 alti livelli, con la Repubblica Popolare Cinese nel biennio 1985-86.<\/span><\/p>\n<p><b>Barbara Onnis:\u00a0<\/b><b><i>Il soft power con \u2018caratteristiche cinesi\u2019 quale strumento di accrescimento del potere globale della Cina<\/i><\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La diplomazia culturale costituisce da tempo uno degli strumenti privilegiati del governo comunista cinese per accompagnare e collegare la forza del successo economico con la promozione dell\u2019immagine di un Paese responsabile impegnato in uno sviluppo pacifico, rispettoso dello status quo e disposto a cooperare nella gestione della governance internazionale, in linea con una chiara indicazione politica gi\u00e0 espressa da Hu Jintao e rilanciata nel 2014 da Xi Jinping come esigenza di \u201cprodurre un bella narrativa della Cina (jianghaozhongguogushi) e spiegare meglio il messaggio della Cina al mondo\u201d, nel tentativo di plasmare il discorso globale e generare consenso rispetto a valori, idee e a una visione del mondo che sostiene i propri interessi nazionali. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Obiettivo del presente intervento \u00e8 analizzare l\u2019interpretazione che Pechino d\u00e0 del soft power (ruanshili) \u2013 \u00e8 nota la tendenza della Cina a trasformare ideologie e concetti provenienti dall\u2019esterno per adattarli alle specificit\u00e0 della realt\u00e0 cinese \u2013 al fine di comprendere metodi e strumenti che hanno consentito al Paese di accumulare una grande influenza su scala mondiale nell\u2019arco di pochi lustri. Quando si parla della capacit\u00e0 attrattiva esercitata dalla Cina in specifici contesti, o dell\u2019accresciuta influenza cinese nel mondo, il riferimento \u00e8 soprattutto ai successi ottenuti in ambito economico, condensati in quello che \u00e8 stato definito da alcuni Beijing Consensus (Beijing gongshi) o \u201cModello Cina\u201d (Zhongguomoshi).<\/span><\/p>\n<p><b>Francesca Congiu e Nicola Tedesco:\u00a0<\/b><b><i>L\u2019espansione globale dei mezzi di comunicazione della Repubblica Popolare Cinese. Il caso Kenya<\/i><\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il significativo aumento della presenza internazionale dei mezzi di comunicazione della Repubblica Popolare, compreso il contesto africano, rientra in un progressivo processo di affinamento e potenziamento delle tecniche di soft power. Il principale obiettivo si rintraccia non solo nella vasta letteratura riservata al soft power e alla Cina ma anche in una lettura attenta del pensiero di Antonio Gramsci che gi\u00e0 definiva l\u2019egemonia a livello internazionale, fatte salve la forza economica e militare, come la capacit\u00e0 del paese interessato di costruire un\u2019immagine di s\u00e9 in grado di andare oltre i propri ristretti interessi nazionali e di saper rappresentare, agli occhi degli altri stati ad essa subalterni, interessi condivisibili. Per il suddetto obiettivo, il controllo dell\u2019informazione internazionale rappresenta necessariamente un fattore chiave.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il paper si concentrer\u00e0 sul caso Kenya durante la leadership di Xi Jinping (2012 -). Dopo aver delineato un quadro esaustivo degli interessi nazionali cinesi in Kenya, in particolare lungo l\u2019arco di tempo sotto analisi e nell\u2019ambito del progetto della Nuova Via della Seta, il paper si occuper\u00e0 di evidenziare per quali ragioni, in quali modi e con quali effetti \u00e8 stato posto in essere un processo di espansione dei mezzi di comunicazione della RPC in Kenya. A tal fine si utilizzeranno sia fonti ufficiali interne (come la produzione di direttive politiche e legislativa inerente la regolamentazione della propaganda internazionale) sia fonti giornalistiche interne e esterne. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il Kenya \u00e8 un luogo particolarmente significativo per la presenza di sedi locali dei principali mezzi di comunicazione ufficiali cinesi quali il China Daily, Xinhua o CCTV. \u00a0Attraverso un\u2019analisi di alcuni testi mediante l\u2019uso di tecniche di text mining, si intender\u00e0 mettere in evidenza le differenti prospettive che le fonti locali keniane e le fonti locali cinesi hanno su medesime questioni (come per esempio la costruzione della ferrovia Nairobi \u2013 Mombasa). Ci\u00f2 consentir\u00e0 una riflessione finale sull\u2019attuale difficolt\u00e0 della Cina di costruire un\u2019opinione pubblica keniana pronta a far propria la visione cinese del mondo.<\/span><\/p>\n<p><b><i>Alessandro Uras:\u00a0<\/i><\/b><b><i>Soft power e nuovi media. Nazionalismo e patriottismo(propaganda) nella creazione di una identit\u00e0 marittima cinese<\/i><\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019obiettivo di questo intervento \u00e8 analizzare la retorica nazionalista creata dall\u2019\u00e9lite politica cinese attorno alla questione del Mar Cinese Meridionale, e riflettere su come tale narrazione abbia contribuito alla creazione di un presunto legame collettivo tra la popolazione e il mare. Partendo da questo presupposto verr\u00e0 delineata la progressiva politicizzazione di determinate notizie e narrazioni incentrate sul mare, la securizzazione di specifici prodotti culturali emersi nell\u2019ultimo ventennio, e come questi abbiano permesso la riconfigurazione del Mar Cinese Meridionale come effettiva parte del territorio nazionale cinese. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Nel 2005 il governo cinese ha istituito la \u201cgiornata del mare\u201d per commemorare il seicentesimo anniversario della prima spedizione marittima di Zheng He. Il mito creatosi attorno alla sua figura, stimata e riverita in tutta l\u2019Asia Sudorientale, ha permesso a Pechino sia di rassicurare i vicini stati rivieraschi circa la propria postura nel Mar Cinese Meridionale, sia di riorientare progressivamente parte della societ\u00e0 civile verso le questioni marittime e creare cos\u00ec un senso di appartenenza. Per questo motivo sono stati prodotti documenti, articoli, materiale audiovisivo finalizzato a ribadire tale narrazione. In questo senso, nel momento in cui le \u00e9lite governative riescono a manipolare identit\u00e0 e cultura, il soft power non \u00e8 pi\u00f9 solo indirizzato all\u2019esterno ma anche all\u2019arena domestica. Grazie alle giuste rappresentazioni e manipolazioni, questo processo ha la finalit\u00e0 di creare una maggiore consapevolezza sul ruolo marittimo della Cina e giustificare le proprie rivendicazioni territoriali.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><b>Note curriculari dei partecipanti<\/b><\/p>\n<ul>\n<li><b>Christian Rossi<\/b>, professore associato di Storia delle Relazioni Internazionali presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari, ove insegna Storia dell\u2019Integrazione Europea (Corso di Laurea in Scienze Politiche) ed European Integration (Corso di Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali). Dal 2018 \u00e8 Vice Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e dal 2015 Referente Erasmus. I suoi interessi di ricerca abbracciano la storia dell\u2019integrazione europea, la politica estera britannica e la politica degli Stati Uniti nell\u2019area del Mediterraneo. Autore di numerose pubblicazioni in italiano e in inglese.<\/li>\n<li><b>Sofia Graziani,<\/b><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0ricercatore a tempo determinato b) di Lingua e Cultura della Cina, presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia, Universit\u00e0 degli Studi di Trento. \u00c8 autrice di numerose pubblicazioni, alcune anche in lingua cinese. <\/span><span style=\"font-weight: 400\">Tra i suoi principali interessi di ricerca: storia del movimento giovanile comunista cinese; relazioni fra Italia e Cina negli anni della Guerra Fredda; il ruolo dei giovani nella diplomazia pubblica (e nella creazione del soft power) della RPC; le politiche cinesi di soft power, con particolare riferimento al ruolo del volontariato giovanile nella strategia cinese in Africa.<\/span><\/li>\n<li><strong>Alessio\u00a0<\/strong><b>Zuddas<\/b>, dottorando in Storia, Beni culturali e Studi Internazionali \u2013 percorso: Studi d\u2019Area e Relazioni Internazionali \u2013 presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari, con un progetto dal titolo: Il \u201cconstructive engagement\u201d del Regno Unito nell\u2019Africa australe. La politica britannica nei rapporti con il Sudafrica al tempo dell\u2019Apartheid (1979\u2013 1990).<\/li>\n<li><strong>Barbara\u00a0<\/strong><b>Onnis<\/b>, professore associato in Storia e Istituzioni dell\u2019Asia presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari, dove insegna Contemporary China e Lingua Cinese II.Dal 2017 \u00e8 coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali e dal 2016 referente scientifico dell\u2019Aula Confucio dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari. I suoi interessi di ricerca spaziano dalla strategia usata dalla Cina negli ultimi decenni per tentare di recuperare il terreno perduto nell\u2019ambito delle relazioni internazionali durante il cosiddetto \u2018secolo di vergogna e umiliazione\u2019; all\u2019elaborazione di un soft power con caratteristiche cinesi e la conseguente nascita di un \u201cmodello Cina\u201d; al dibattito accademico e intellettuale relativo al ruolo che una Cina in crescita dovrebbe giocare sulla scena internazionale, con particolare riferimento alla continua valenza della tradizionale dottrina della non-interferenza e all\u2019opportunit\u00e0 di adottare o meno un nuovo approccio pi\u00f9 pro-attivo. \u00c8 autrice di numerose pubblicazioni in italiano e in inglese.<\/li>\n<li><strong>Francesca\u00a0<\/strong><b>Congiu,\u00a0<\/b>attualmente professore a contratto presso l\u2019Universit\u00e0 Statale di Milano dove insegna Storia dell\u2019Asia, Istituzioni e Processi Politici in Cina e History and Politics of the Far East. Presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari si occupa invece della programmazione e organizzazione dell\u2019attivit\u00e0 didattica e seminariale dell\u2019Aula Confucio e fa parte del Direttivo del Gramsci Lab (Centro Interdipartimentale di Studi Internazionali Gramsciani). Francesca Congiu ha un dottorato in Storia e Istituzioni dell\u2019Asia e dell\u2019Africa moderna e contemporanea (Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari) e un Master of Science in Asian Politics (SOAS &#8211; Universit\u00e0 di Londra). I suoi interessi di ricerca spaziano dalle relazioni stato-societ\u00e0 nella Cina continentale e a Taiwan, con particolare riferimento alle relazioni stato-capitale-lavoro, alle relazioni Stati Uniti &#8211; Repubblica Popolare Cinese.<\/li>\n<li><strong>Nicola Tedesco<\/strong>, professore Ordinario di Statistica Sociale presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari, ove insegna Statistica e Metodi Statistici per la Valutazione. Dal 2005 al 2009 \u00e8 stato Associated Editor della rivista SMA (Statistical Methods and Applications). \u00a0I suoi principali interessi di ricerca sono rivolti: all\u2019applicazione di tecniche di analisi multivariata (modelli di interdipendenza log-lineari e di dipendenza logit per variabili categoriali, modelli di sopravvivenza e a modelli multilivello qualitativi e quantitativi) all\u2019analisi di fenomeni sociali e sanitari utilizzando; alla valutazione di performance in ambito universitario mediante modelli di segmentazione e multilivello e di transizione universit\u00e0-lavoro; all\u2019applicazione dei latent class models per la scalabilit\u00e0 degli item (Mokken Analysis); allo studio delle determinanti della longevit\u00e0 attraverso l\u2019uso di modelli innovativi (Quantile Regression); all\u2019inserimento nel mercato del lavoro degli immigrati.<\/li>\n<li><b>Alessandro Uras<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, dottore di ricerca in Storia, Istituzioni e Relazioni internazionali dell\u2019Asia e dell\u2019Africa moderna e contemporanea, \u00e8 attualmente cultore della materia presso la cattedra di Storia e Istituzioni dell\u2019Asia, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari. I suoi principali interessi di ricerca spaziano dall\u2019analisi delle dispute marittime in Asia orientale all\u2019evoluzione del regionalismo nell\u2019area. Attualmente la sua ricerca si focalizza sull\u2019analisi di nazionalismo e patriottismo marittimo in Cina.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presidente: Christian Rossi, Universit\u00e0 di Cagliari. Discussant: Sofia Graziani, Universit\u00e0 di Trento. Relatori: Alessio Zuddas, Universit\u00e0 di Cagliari, Il soft power britannico tra interessi economici e politici durante il mandato <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/i-panel-dellottavo-convegno-sisi-cagliari-2019\/panel-9\/\">Continue Reading &amp;rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2594,"featured_media":0,"parent":768,"menu_order":9,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-820","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/820","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2594"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=820"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/820\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":852,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/820\/revisions\/852"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/768"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}