{"id":811,"date":"2019-05-31T16:58:43","date_gmt":"2019-05-31T14:58:43","guid":{"rendered":"http:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/?page_id=811"},"modified":"2019-05-31T17:40:58","modified_gmt":"2019-05-31T15:40:58","slug":"panel-7","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/i-panel-dellottavo-convegno-sisi-cagliari-2019\/panel-7\/","title":{"rendered":"Panel 7 &#8211; Sicurezza o securitizzazione? Prime riflessioni sul rapporto fra sicurezza e legittimazione del potere nella storia internazionale contemporanea"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400\">Presidente: <\/span><b>Benedetta Calandra<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 degli Studi di Bergamo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Discussant: <\/span><b>David Burigana,<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> Universit\u00e0 degli Studi di Padova.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Relatori: <\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Laura Fasanaro<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 Roma Tre, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Percorsi di legittimazione delle istituzioni internazionali: sicurezza, energia e ambiente nella Commissione, nell\u2019UNEP e nell\u2019IPCC<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Marilena Gala,<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> Universit\u00e0 Roma Tre, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019essenza paradossale della sicurezza militare nell\u2019era contemporanea;<\/span><\/i><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Maria Stella Rognoni,<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> Universit\u00e0 di Firenze, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Per una storia del concetto di \u201csicurezza\u201d in Africa: interpretazioni e prospettive di ricerca;<\/span><\/i><\/li>\n<\/ul>\n<p><b>Abstract<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Nell\u2019era della globalizzazione uno dei paradigmi pi\u00f9 usati e abusati per sottolineare la rilevanza di una questione nazionale e\/o internazionale \u00e8 quello della sicurezza. L\u2019apposizione del sigillo della sicurezza trasforma in prioritario e urgente qualsiasi problema o sfida che l\u2019istituzione o il responsabile politico di turno siano chiamati ad affrontare. Nell\u2019ambito dell\u2019approccio teorico alle relazioni internazionali, questo processo viene definito come securitizzazione, nel probabile intento di elaborare una chiave di lettura uniformante e di favorire una metodologia di analisi che dia maggiore spazio alla ricerca di soluzioni politicamente orientate. Per lo storico resta invece cruciale indagare anzitutto la genesi dei fenomeni. Di conseguenza, la centralit\u00e0 del discorso di sicurezza nelle dinamiche internazionali va compresa nella sua progressiva affermazione per non rischiare di perdere di vista una parte essenziale della vita e delle linee di sviluppo del sistema internazionale nel suo complesso. Dalla prospettiva dello storico, perci\u00f2, si osserva che l\u2019evoluzione delle relazioni internazionali \u00e8 in effetti da tempo profondamente influenzata dal dilagare della dimensione di sicurezza nel discorso pubblico, sia questo nazionale, regionale o globale. Tale preponderanza, lungi dall\u2019essersi prodotta soltanto negli ultimi decenni, ha sicuramente subito un\u2019accelerazione e una progressiva intensificazione almeno dagli anni della fine del conflitto bipolare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Da storici rileviamo il rapporto quasi consustanziale fra l\u2019esercizio del potere in chiave di garanzia contro una minaccia e la legittimazione all\u2019esercizio dell\u2019autorit\u00e0, in qualsiasi formula giuridico-politica o sociale entrambi si traducano. Rispetto al sistema internazionale contemporaneo, ovvero quello uscito dal riassetto successivo al secondo conflitto mondiale, notiamo il paradosso del valore assoluto acquisito dalle capacit\u00e0 militari quali assicurazione di sopravvivenza e piena sovranit\u00e0 di uno Stato, specie nel momento in cui quelle stesse capacit\u00e0 minacciano la sopravvivenza del genere umano. Contemporaneamente, constatiamo come il diritto alla sicurezza riconosciuto in capo agli individui o allargato agli ambiti dell\u2019accesso alle risorse economiche o ambientali (tanto per citare alcune delle variazioni pi\u00f9 importanti intervenute nel discorso di sicurezza a partire almeno dagli anni settanta) sia potenzialmente rivoluzionario nella definizione e riassetto dei futuri rapporti internazionali. Con questo panel ci proponiamo perci\u00f2 di riflettere sulle origini e sul significato della centralit\u00e0 assunta dalle politiche di sicurezza quale dimensione essenziale delle relazioni internazionali per discutere anzitutto se essa sia stata e sia destinata a diventare sempre di pi\u00f9 lo strumento per riconoscere e legittimare \u2013 o delegittimare \u2013 i singoli attori internazionali, a cominciare dagli Stati. Per questo motivo il panel include tre relatori, ciascuno con uno sguardo rivolto a un periodo o a una dinamica geografica o politica diversa, in modo da cominciare a dipanare una riflessione che benefici dell\u2019interazione di piani di analisi distinti, pur se accomunati dallo stesso obiettivo di indagine.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Interventi<\/strong><\/p>\n<p><b>Laura Fasanaro:\u00a0<\/b><b><i>Percorsi di legittimazione delle istituzioni internazionali: sicurezza, energia e ambiente nella Commissione, nell\u2019UNEP e nell\u2019IPCC<\/i><\/b><b>.<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Questo paper si propone una riflessione sul concetto di sicurezza come elemento di legittimazione\/delegittimazione di talune concezioni e strategie all\u2019interno di istituzioni ed enti internazionali che a partire dagli anni Settanta hanno sviluppato una visione politica del nesso energia-ambiente. Si far\u00e0 riferimento, in particolare, all\u2019emergere della sicurezza ambientale come tema della politica internazionale e all\u2019evoluzione delle sue connessioni con il tema della sicurezza energetica e con altre declinazioni del tema sicurezza nei tre decenni successivi &#8211; un quadro nel quale si delinea in maniera pi\u00f9 chiara il ruolo delle istituzioni comunitarie, fra queste la Commissione, mentre nascono e guadagnano credibilit\u00e0 alcune fra le pi\u00f9 importanti agenzie dell\u2019ONU, lo UN Environment Programme e, pi\u00f9 tardi, l\u2019Intergovernmental Panel on Climate Change. L\u2019osservazione della dimensione regionale europea da un canto, e di quella multilaterale Dall\u2019altro risponde ai criteri di una ricerca pi\u00f9 ampia, della quale il paper costituisce una tappa preliminare. Fra le domande di fondo, ci si chiede in quale arco temporale, in relazione anche ai diversi soggetti politici e istituzionali, la sicurezza viene percepita essenzialmente come protezione dell\u2019entit\u00e0 statuale e a partire da quando, invece, la diversa percezione delle minacce, o altri processi legati allo sviluppo sociale, al progresso tecnologico o alle scoperte scientifiche, determinano un\u2019evoluzione in altro senso del concetto di sicurezza (sicurezza nazionale vs sicurezza globale).<\/span><\/p>\n<p><b>Marilena Gala:\u00a0<\/b><b><i>L\u2019essenza paradossale della sicurezza militare nell\u2019era contemporanea<\/i><\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Questa relazione nasce con l\u2019obiettivo di sottoporre alla discussione dei colleghi alcune riflessioni legate agli aspetti politici e diplomatici della disponibilit\u00e0 di armi di distruzione di massa nel contesto internazionale. Gli ordigni nucleari, in particolare, nel lungo secondo dopo-guerra, sono stati una delle ragioni cruciali del successo delle politiche di sicurezza adottate come alternativa al conflitto tra i protagonisti del sistema. La costruzione di arsenali capaci di provocare l\u2019olocausto, insieme alle elaborazioni teoriche su come eventualmente utilizzarli, sono state e sono tutt\u2019ora alla base dell\u2019accezione pi\u00f9 militarmente marcata della sicurezza internazionale. Addirittura, la compresenza dei due elementi su menzionati attribuisce allo Stato che ne pu\u00f2 disporre apertamente la legittimazione \u2013 o, in alternativa, il potere di negoziarne il raggiungimento &#8211; a partecipare alla definizione delle regole di funzionamento del sistema nel suo complesso. La tesi qui presentata, frutto di una lunga esperienza di ricerca, \u00e8 che tale processo, avviatosi gi\u00e0 negli anni \u201950, si sia perfezionato a partire dagli anni \u201970. E\u2019 stato questo, infatti, il decennio durante il quale le dinamiche di sicurezza della guerra fredda hanno perso buona parte della loro connotazione ideologica, per trasferirsi e riprodursi sul piano regionale extra-europeo attraverso l\u2019esportazione del modello messo gi\u00e0 a punto dalle due superpotenze, nei termini di entit\u00e0 statali dotate di capacit\u00e0 distruttive inusitate e per questo difficili da assoggettare alle altrui minacce.<\/span><\/p>\n<p><b>Maria Stella Rognoni:\u00a0<\/b><b><i>Per una storia del concetto di \u201csicurezza\u201d in Africa: interpretazioni e prospettive di ricerca<\/i><\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u2018Sicurezza\u2019 \u00e8 un termine \u201combrello\u201d, che pu\u00f2 abbracciare varie accezioni. Per l\u2019Africa contemporanea, la sicurezza, proprio come lo sviluppo, \u00e8 un concetto che, nel corso del tempo, non solo ha assunto significati diversi ma \u00e8 stato fatto proprio da attori diversi, spesso con fini diversi e a volte tra loro confliggenti. Sebbene esista una vasta letteratura \u2013 pi\u00f9 in ambito politologico che storiografico \u2013 sulle questioni di sicurezza in Africa (e nelle varie regioni che la compongono), manca ad oggi una storia del concetto di sicurezza che ricostruisca come esso sia stato via via inteso e applicato nei contesti africani, con varie conseguenze politiche, economiche e sociali. Da questa considerazione potrebbero partire molteplici e innovative piste di ricerca: sicurezza come fonte di legittimazione di un regime, di un movimento antagonista a quel regime, certo, ma anche sicurezza come modo di concepire le relazioni sociali (si pensi, per esempio, ai metodi di gestione della sicurezza su base locale). Il tema della sicurezza, in prospettiva storica, si offre poi come una lente privilegiata per vagliare le trasformazioni delle relazioni internazionali africane, data l\u2019attenzione che grandi e medie potenze hanno sempre dedicato alla questione e alle ripercussioni connesse .<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><b>Note curriculari dei partecipanti<\/b><\/p>\n<ul>\n<li><b>Benedetta Calandra,\u00a0<\/b><span style=\"font-weight: 400\">ricercatore confermato e professore aggregato in Storia e istituzioni delle Americhe all&#8217;Universit\u00e0 di Bergamo; Associate Fellow per la Johns Hopkins University, School of Advanced International Studies, SAIS Europe, Bologna, per a.a. 2016\/17 e 2017\/18; abilitazione Scientifica Nazionale per seconda fascia ottenuta nel Marzo 2014. Rappresentante per i Ricercatori in Senato Accademico per il triennio 2018-21. Membro del comitato direttivo della Societ\u00e0 Italiana di Storia Internazionale (SISI); membro del comitato scientifico del Centro Interuniveristario di Storia e Politica Euro Americana (CISPEA). <\/span><span style=\"font-weight: 400\">Ha conseguito nel 2005 un dottorato in Studi Americani, Universit\u00e0 di Roma TRE e nel 2000 un Master of Arts-Area Studies, University of London, Institute of Latin American Studies. I suoi interessi di ricerca vertono prevalentemente attorno a politiche della memoria nel Cono Sud latinoamericano; esilio politico; politiche culturali tra Stati Uniti e America Latina; guerra fredda culturale.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Ha pubblicato La guerra fria cultural en Am\u00e9rica Latina (coed.), (Biblos,Buenos Aires 2012); La guerra fredda culturale. Esportazione e ricezione dell American Way of Life in America Latina, (a cura di) (Ombre Corte, 2011). \u00c8 autrice delle seguenti monografie. L&#8217;America della solidariet\u00e0. L&#8217;accoglienza dei rifugiati cileni e argentini negli Stati Uniti (1973-1983), Nuova Cultura, 2006; La memoria ostinata. H.I.J.O.S., i figli dei desaparecidos argentini, Carocci, 2004; Le strategie del sommerso. Economia informale e popolare in Cile durante e dopo il regime militare, Edizioni Lavoro, 2000. \u00c8 autrice di articoli presso riviste specializzate (Contemporanea, Montevideo; Historia Actual, e Historia y Politica, Madrid; Estudia Historia, Salamanca; Bullettin of Latin American Research, Liverpool; &#8220;Contemporanea&#8221;,Bologna Il Mulino) e capitoli di libro in Europa, Stati Uniti e America Latina; tra i pi\u00f9 recenti &#8220;It Is Not a Part of American History That We Are Proud of&#8217;. Declassification Projects in the United States (1993-2002)&#8221;, in Eugenia Allier-Montanho and Emilio Crenzel (eds), The Strugle for memory in Latin America, Palgrave,NY, 2015<\/span><\/li>\n<li><b>David Burigana<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, professore associato di Storia delle Relazioni Internazionali, Qualifi\u00e9 Professeur des Universit\u00e9s Section 22 Histoire moderne et contemporaine France, e membro del Consiglio Direttivo del CISAS Centro Studi e Ricerche Aerospaziali \u201cGiuseppe Colombo\u201d (Universit\u00e0 di Padova), Work Package leader per la Space Diplomacy nel progetto Horizon2020 InsSciDE sulla Science Diplomacy, capo unit\u00e0 PRIN 2019, autore di diversi articoli e capitoli di volume su cooperazione aeronautica, degli armamenti e spaziale, su archive privati e pubblici in Europa e negli USA; suo ultimo articolo \u201cAir, space and techno-scientific innovation in Italian foreign policy during the 1970s and 1980s\u201d, in A. Varsori, B. Zaccaria (eds.), Italy in the International System from D\u00e9tente to the End of the Cold War. The Underrated Ally, Palgrave, 2017; curator con Christine Bouneau, Experts and Expertise in Science and Technology in Europe since the 1960s. Organised Civil Society, Democracy and Political Decision-making, BRUSSELS, PIE-Peter Lang, 2018.<\/span><\/li>\n<li><b>Laura Fasanaro<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> \u00e8 ricercatrice di Storia delle relazioni internazionali e docente di Storia dell\u2019integrazione europea al Dipartimento di Scienze politiche dell\u2019Universit\u00e0 Roma Tre. E\u2019 autrice di diversi articoli e saggi sulla storia della guerra fredda, sulle relazioni italo-tedesche nel secondo dopoguerra e sulla storia della Commissione Europea. Ha pubblicato i seguenti volumi: La DDR e l\u2019Italia. Politica, commercio e ideologia nell\u2019Europa del cambiamento (1973-1985), Roma, Carocci, 2016; Energia contesa, energia condivisa. La Francia, il problema tedesco e la questione carbonifera nei due dopoguerra, Firenze, Polistampa, 2008.<\/span><\/li>\n<li><b>Marilena Gala <\/b><span style=\"font-weight: 400\">\u00e8 professore associato di Storia delle Relazioni internazionali presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell\u2019Universit\u00e0 di Roma Tre, dove insegna due corsi di cui uno in inglese nel percorso di laurea magistrale International Studies di cui \u00e8 coordinatrice. I suoi interessi di ricerca si sono concentrati in particolare sui rapporti transatlantici e il controllo degli armamenti, argomenti sui quali ha pubblicato sin dall\u2019inizio della sua carriera. E\u2019 stata Public Policy Scholar nel 2003 presso il Woodrow Wilson International Center di Washington, dove \u00e8 tornata di nuovo nel 2010 con una borsa di studio di sei mesi (una Fulbright Foreign Scholarship). E\u2019 inoltre una dei docenti del Nuclear Boot Camp \u2013 la summer school creata nell\u2019ambito del Non-Proliferation International History Project finanziato dalla Carnegie Foundation.<\/span><\/li>\n<li><b>Maria Stella Rognoni<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> \u00e8 professore associato di Storia e Istituzioni dell\u2019Africa presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Si \u00e8 occupata di temi legati al confronto bipolare in Africa e in India, alla decolonizzazione e al ruolo delle organizzazioni non governative nella cooperazione allo sviluppo. Attualmente studia la storia dell\u2019Africa contemporanea nelle relazioni internazionali, con particolare attenzione al ruolo delle organizzazioni internazionali e ai rapporti fra Stati africani e potenze emergenti.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presidente: Benedetta Calandra, Universit\u00e0 degli Studi di Bergamo. Discussant: David Burigana, Universit\u00e0 degli Studi di Padova. 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