{"id":802,"date":"2019-05-31T13:30:15","date_gmt":"2019-05-31T11:30:15","guid":{"rendered":"http:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/?page_id=802"},"modified":"2019-05-31T13:35:50","modified_gmt":"2019-05-31T11:35:50","slug":"panel-5","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/i-panel-dellottavo-convegno-sisi-cagliari-2019\/panel-5\/","title":{"rendered":"Panel 5 &#8211; La diplomazia internazionale nel dopoguerra: dalla \u201cquestione\u201d degli Stretti alla Guerra Fredda (1919-1953). II Sessione &#8211; Gli Stretti, il Dodecaneso, Montreux e il patto balcanico: studi monografici."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Presidente: <\/span><b>Fabio Bettanin<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Napoli l\u2019Orientale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Discussant: <\/span><b>Luca Ratti<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Roma Tre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Relatori: <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><b>Nicola Neri<span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 \u2018Aldo Moro\u2019 di Bari, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Dodecaneso italiano: politiche, diplomazia e armi;<\/span><\/i><\/b><\/li>\n<li><strong>Valdo Ferretti<\/strong>,<span style=\"font-weight: 400\"> Universit\u00e0 di Roma \u2018La Sapienza\u2019, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">La diplomazia nipponica nella ridefinizione delle alleanze europee: La Conferenza di Montreux del 1936;<\/span><\/i><\/li>\n<li><strong>Lucio Barbetta<\/strong>,<span style=\"font-weight: 400\"> Universit\u00e0 Roma Tre, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Occidente e Jugoslavia 1948-1957: sicurezza e \u00abwedgestrategy\u00bb nel Sud Est europeo e nel settore degli Stretti.<\/span><\/i><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Abstract<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Gli studi attorno alla questione degli Stretti animano ancora oggi gli ambienti storici, pi\u00f9 che nel passato, proprio per le implicazioni geopolitiche che l\u2019argomento reca in s\u00e9. Sin dall\u2019Ottocento, il braccio di ferro russo-turco attorno all\u2019uso politico \u201cesclusivo\u201d che la Sublime Porta faceva del varco del Bosforo ha influenzato le scelte politiche degli zar e costretto i governi russi a sperimentare direttrici verso altri mari, a far appello alla solidariet\u00e0 dei popoli slavi per avere facile accesso all\u2019Adriatico o ai mari navigabili del Baltico. Solo quando il malato d\u2019Oriente inizi\u00f2 a vacillare, e le potenze occidentali ad affacciarsi sul versante asiatico e africano per trovare nuove rotte commerciali, si pose in maniera ineludibile la necessit\u00e0 di regolamentare gli Stretti divenuti, a quel punto, uno strumento strategico nelle mani del Sultano. E cos\u00ec, la diplomazia internazionale si mobilit\u00f2 alla ricerca di soluzioni\u201cprovvisorie\u201d onde scongiurare la deriva dell\u2019impero ottomano che aveva cominciato il suo progressivo e lento declino fino alla prima guerra mondiale. Il Trattato di Versailles e le successive paci, stipulate tra i paesi vincitori e quelli sconfitti a seguito del primo conflitto bellico,anzich\u00e9 risolvere le contese lasciate irrisolte dalla guerra determinarono un nuovo clima di tensione internazionale. La regolamentazione degli Stretti, divenuta prioritaria per la neonata Societ\u00e0 delle Nazioni, monopolizz\u00f2 il dibattito mentre la smilitarizzazione degli Stretti and\u00f2 nella direzione di accontentare il grande assente alle trattative di pace, il governo massimalista di Lenin alle prese con una difficile e sanguinosa guerra civile. Tale quadro rappresenta lo sfondo sul quale i diversi contributi che saranno presentati andranno a confrontarsi affrontando analisi che partono da documentazioni diplomatiche fino a studi comparati sulle diverse riflessioni che possono scaturire sia dalla consultazione di fonti primarie, sia dascavi in archivi nazionalie sia dal confronto delle diverse sintesi storiche. Cos\u00ec, sullo sfondo di un tema che ha implicazioni internazionali di particolare rilievo scientifico, e sulla base di studi monografici che hanno un peso rilevante nel dibattito storiografico contemporaneo, ciascun relatore toccher\u00e0, nel proprio contributo, una o pi\u00f9 tessere che compongono il mosaico delle relazioni internazionali riferite alla questione degli Stretti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Concretamente il panel si struttura in due sessioni per un totale di sei interventi. Nella prima delle due sessioni ci saranno le relazioni di Fabio L. Grassi <\/span><span style=\"font-weight: 400\">La Questione degli Stretti nel quadro delle relazioni turco-sovietiche tra 1919 e 1939, Valentina Sommella I diplomatici italiani e la questione degli Stretti da Versailles a Montreux e Francesco Randazzo<\/span><span style=\"font-weight: 400\"> La Russia bolscevica e i nodi della politica marittima russa nella contesa degli Stretti:il punto sul dibattito storiografico nella Russia contemporanea. Nella seconda sessione si alterneranno le relazioni di Nicola Neri <\/span><span style=\"font-weight: 400\">Dodecaneso italiano: politica, diplomazia e armi, <\/span><span style=\"font-weight: 400\">Valdo Ferretti <\/span><span style=\"font-weight: 400\">La diplomazia nipponica nella ridefinizione delle alleanze europee: la Conferenza di Montreux del 1936 e Lucio Barbetta Occidente e Jugoslavia 1948-1957: sicurezza e \u201cwedgestrategy\u201d nel Sud Est europeo e nel settore degli Stretti.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Interventi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Nicola Neri:\u00a0<\/b><b><i>Dodecaneso italiano: politica, diplomazia e armi<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Dall\u2019epoca dell\u2019Unificazione la sola direttrice strategica praticabile per l\u2019Italia si rivel\u00f2 essere quella che si pronunciava a sud, sud-est, dove l\u2019evoluzione degli stati nazionali e la disgregazione dei grandi imperi orientali consentiva di esercitare in qualche modo una forma di politica potenza, considerata come irrinunciabile per un grande paese. La guerra di Libia, oltre alle esperienze coloniali, fu l\u2019espressione di questo sviluppo, con le pronunce militari non decisivi sulla sponda settentrionale africana, che spinsero a portare la guerra sul territorio metropolitano avversario, e ad occupare le isole del Dodecaneso a titolo di pegno del rispetto del passaggio di sovranit\u00e0, in verit\u00e0 piuttosto incerto sul piano giuridico e istituzionale. Peraltro l\u2019Italia, in una pagina meno nota, aveva svolto un ruolo centrale nella missione internazionale che le Grandi Potenze organizzarono allo scopo di interposizione tra elemento greco e turco a Creta nel 1897. Ivi le forze italiane rimasero, ultime a lasciare il terreno nel 1906.Gli esiti delle guerre balcaniche prima e del Primo Conflitto Mondiale poi cristallizzarono la situazione politica e diplomatica nel Dodecaneso, che gli italiani si adoperarono a nazionalizzare. Lo sguardo non cess\u00f2 di esercitarsi in quella direzione, danubiano-balcanica e mediterraneo orientale, fino alla sconfitta del secondo conflitto mondiale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Valdo Ferretti:\u00a0<\/b><b><i>La diplomazia nipponica nella ridefinizione delle alleanze europee: la Conferenza di Montreux del 1936<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La relazione intende discutere alcuni recenti contributi storiografici i quali hanno preso in esame l\u2019attenzione del Giappone per la questione degli Stretti Turchi e la Conferenza di Montreux del 1936, dopo la crisi mancese del 1931-33. L\u2019argomento, sebbene apparentemente molto particolare, \u00e8 invece pieno di risvolti in rapporto a vari argomenti centrali collegati fra loro nella politica internazionale alla met\u00e0 degli anni \u201830, tra i quali l\u2019adesione dell\u2019Unione Sovietica al trattato di Londra sul Disarmo Navale del 1936-37 e alla Societ\u00e0 delle Nazioni, l\u2019alleanza franco-russa, l\u2019<\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">appeasement<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> britannico e l\u2019evoluzione della politica estera italiana dopo la crisi etiopica. In special modo si presta a una rilettura delle relazioni anglo-giapponesi nello stesso momento storico, individuando un momento di importante tensione interna nella direzione della politica estera di Tokyo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Lucio Barbetta:\u00a0<\/b><b><i>Occidente e Jugoslavia 1948-1957: sicurezza e \u201cwedgestrategy\u201d nel Sud Est europeo e nel settore degli Stretti<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Questo paper si pone l\u2019obiettivo di valutare i risultati della politica occidentale nei confronti della Jugoslavia dopo la rottura tra Tito e Stalin e fino all\u2019interruzione della cooperazione militare jugo-occidentale, che coincise con l\u2019allacciamento delle relazioni diplomatiche tra Belgrado e Pankow.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Tra i vari obiettivi occidentali, assumeva particolare importanza la creazione di un unico sistema difensivo che comprendesse Italia, Jugoslavia, Grecia e Turchia, in modo da consolidare la sicurezza del fianco sud dell\u2019Alleanza e di rendere pi\u00f9 efficace la garanzia sulla zona degli Stretti. \u00a0Nelle intenzioni dei Governi occidentali, ci\u00f2 avrebbe favorito anche il successo della \u201cwedge strategy\u201d volta a minare dall\u2019interno la sicurezza del blocco sovietico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Una certa storiografia americana degli anni \u201890, fondata soprattutto su documentazione statunitense, sostiene che questa politica fu coronata da un sostanziale successo. Un esame pi\u00f9 approfondito delle fonti &#8211; con particolare riferimento alla documentazione d\u2019archivio britannica e ai recenti studi sul riavvicinamento Mosca-Belgrado basati su documentazione sovietica e jugoslava prima indisponibile- suggerisce conclusioni pi\u00f9 sfumate: se da un lato l\u2019aiuto occidentale contribu\u00ec, probabilmente, a consolidare l\u2019indipendenza jugoslava dall\u2019URSS, dall\u2019altro gli obiettivi politici e di sicurezza furono mancati in modo pressoch\u00e9 completo. L\u2019area degli Stretti restava cos\u00ec geograficamente scollegata dal sistema di sicurezza occidentale, rimanendo una sorta di \u201cmarca di confine\u201d del blocco a guida americana.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Note curriculari dei partecipanti<\/b><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Fabio Bettanin<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> \u00e8 professore ordinario e docente di Storia della politica internazionale e Storia della Russia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Napoli l\u2019Orientale. \u00c9 membro del Senato Accademico dell\u2019UNIOR. \u00c9 responsabile scientifico per la parte italiana dell\u2019accordo di collaborazione scientifica fra l\u2019Universit\u00e0 di Napoli l\u2019Orientale e le universit\u00e0 russe: MGIMO, RGGU, e dell\u2019Istituto di storia mondiale dell\u2019Accademia delle Scienze di Russia. \u00c9 membro del collegio del dottorato di Studi Internazionali dell\u2019Orientale. Fa parte del Comitato scientifico e della redazione della rivista \u201cProcessi storici e politiche di pace\u201d. Fra i suoi ultimi lavori: Ungheria 1956: il fattore Chruscev. Working Paper 145, CSSEO (Trento), 2009; I costi dell&#8217;impero in A. Panaccione, Venti anni dopo (1989-2009), Milano, Unicopli, 2011; Una cauta inimicizia. I rapporti fra Italia e Russia dopo l&#8217;Unit\u00e0 in P. Frascani (a cura di), Nello specchio del mondo. L&#8217;immagine dell&#8217;Italia nella realt\u00e0 internazionale, Il Torcoliere, Napoli, 2012; N\u00e9 distensione n\u00e9 rottura. Il Cremlino e il 1968 in Italia in F.Bettanin et alii (a cura di), L\u2019Italia vista dal Cremlino. Gli anni della distensione negli archivi del Comitato centrale del Pcus, 1953-1970, Viella, Roma, 2015; Putin e il mondo che verr\u00e0. Storia e politica nella Russia del XXI secolo, Roma, Viella, 2018.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Luca Ratti<\/b><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Nicola Neri<\/b> \u00e8 docente di \u201cStoria della Guerra e delle Istituzioni Militari\u201d, di \u201cStoria della Relazioni Internazionali\u201d e di \u201cStoria dei Trattati e Politica Internazionale\u201d presso il Dipartimento di Scienze Politiche e di Giurisprudenza dell\u2019Universit\u00e0 di Bari, e presso l\u2019Universit\u00e0 di Tirana,(abilitato in prima fascia nel S.C. 14\/B2). \u00c9 docente presso l\u201dIstituto Alti Studi Difesa\u201d (IASD). \u00c9 docente presso la Societ\u00e0 per l\u2019Organizzazione Internazionale, di Roma. Svolge seminari presso la Societ\u00e0 Italiana per l\u2019Organizzazione Internazionale di Roma e l\u2019Accademia delle Scienze di San Pietroburgo. Svolge ricerche sulla storia del potere marittimo, sulla storia dell\u2019imperialismo, e sulle relazioni internazionali e di potenza nel Mediterraneo. Dirige la collana di Studi storico-militari \u201cLe Lance\u201d. Tra le sue recenti pubblicazioni vi \u00e8 <i>Tra Londra e Buenos Aires: l&#8217;Italia e la guerra nelle Falklands<\/i> in \u201cRivista di Studi Politici Internazionali\u201d, 2017, \u00a0<i>Italy and the recognition of Finland\u2019s independence<\/i> in \u201cSettentrione. Nuova Serie\u201d, vol. 29, 2017; \u00a0<i>Undicimila e uno: il problema politico e diplomatico dei prigionieri nella guerra delle Falklands<\/i> in \u201cProcessi Storici e Politiche Di Pace\u201d, voll. 19-20, 2018<b>; \u00a0<\/b><i>L\u2019albero delle Battaglie, <\/i>Ed. Libellula, 2018; <i>Protostoria del Peacekeeping: le Grandi Potenze a Creta nel 1897-98<\/i> in <i>Rivoluzioni e guerre civili. Studi internazionali sull\u2019Eurasia dalla tarda et\u00e0 moderna alla fine del Novecento<\/i> a cura di F. Randazzo, Libellula, Tricase, 2018; <i>The Routes of the Empires: Italy and the Indipendence of Egypt,<\/i> Libellula, Tricase, 2018.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Valdo Ferretti<\/b> \u00e8 professore Associato presso l\u2019Istituto Italiano\/Dipartimento di Studi Orientali dell\u2019Universit\u00e0 di Roma La Sapienza (abilitato in prima fascia nei S.CC. 10\/N3 e 14 B\/2). Le sue ricerche hanno toccato fra altri temi, alcuni aspetti distoria internazionale del XIX e XX secolo, fra cui il Patto Anti-Komintern, l\u2019Alleanza Anglo-Giapponese e l\u2019adesione del Giappone al Gatt e all\u2019OCSE dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tra le sue pubblicazioni vi \u00e8 la monografia La questione della sicurezza nell&#8217;evoluzione della politica estera della repubblica popolare Cinese (Rubbettino, 2006).<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Lucio Barbetta<\/b> \u00e8 assegnista di ricerca in Storia delle Relazioni Internazionali presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi Roma Tre \u2013 Dipartimento Lingue, Letterature e Culture Straniere. Dal 2010 svolge attivit\u00e0 di docenza e ricerca presso lo stesso Dipartimento. Dal 2015 \u00e8 tutor dell\u2019Aula informatica di Storia delle Relazioni Internazionali presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi l\u2019Orientale di Napoli. \u00c8 autore del volume <i>L\u2019Italia e l\u2019avvio del processo di distensione internazionale 1955-1958, <\/i>ed. Guerini e Associati, 2015, e dei seguenti saggi <i>L\u2019allargamento dell\u2019ONU del 1955 e i prodromi del processo di distensione internazionale<\/i> in \u201cProcessi \u00a0Storici e Politiche di Pace\u201d, n. 1, 2016; \u00a0<i>The Origins of the Detente: Importance of German Rearmament and Italy\u2019s Position 1952-1955<\/i>, in \u201cCase Studies in International Security: from the Cold War to the Crisis of the New International Order\u201d ed. by L. Ratti and P. Wulzer, Peter Lang editors, 2018; \u00a0\u00a0<i>GliStatiUniti e l\u2019evoluzione dell\u2019ONU nella prima fase della coesistenza pacifica (1955-1960)<\/i>, in \u201cActa Histriae\u201d, n. 26, 2018.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presidente: Fabio Bettanin, Universit\u00e0 di Napoli l\u2019Orientale. Discussant: Luca Ratti, Universit\u00e0 di Roma Tre. 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