{"id":797,"date":"2019-05-31T13:26:55","date_gmt":"2019-05-31T11:26:55","guid":{"rendered":"http:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/?page_id=797"},"modified":"2019-05-31T13:29:14","modified_gmt":"2019-05-31T11:29:14","slug":"panel-4","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/i-panel-dellottavo-convegno-sisi-cagliari-2019\/panel-4\/","title":{"rendered":"Panel 4 &#8211; La transizione italiana degli anni Novanta e l\u2019impatto sulla politica estera italiana."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Presidente: <\/span><b><i>Daniele Pasquinucci<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Siena.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Discussant: <\/span><b><i>Antonio Varsori<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Padova<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Relatori: <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li style=\"font-weight: 400\"><b><i>David Burigana<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Padova, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">I frutti del passato? L\u2019Italia e gli anni \u201990 fra politiche dell\u2019innovazione, sfida europea e \u201csegreti\u201d successi in orbita bassa;<\/span><\/i><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b><i>Lucia Coppolaro<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Padova, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Commercio e globalizzazione: l\u2019Italia e il negoziato commerciale dell\u2019Uruguay Round (1986-1994);<\/span><\/i><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b><i>Federico Niglia<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 per Stranieri di Perugia, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Effetto Berlusconi: la transizione politica degli anni Novanta e l&#8217;impatto sulla politica estera italiana;<\/span><\/i><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Abstract<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Il panel rilegge la storia della transizione italiana degli anni<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">Novanta, interrogandosi sul modo attraverso cui la trasformazione<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">del sistema paese \u2013 inteso come realt\u00e0 politica ed istituzionale ma<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">anche come complesso di attori economici e sociali \u2013 ha inciso sulla<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">sua politica estera e sull\u2019azione all\u2019interno della nascente Unione Europea.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Nei primi anni Novanta l\u2019Italia vive una stagione particolare e<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">complessa, in quanto l\u2019adattamento al nuovo sistema internazionale avviene in un contesto di profondo cambiamento interno: la fine<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">della \u201crepubblica dei partiti\u201d si consuma in modo traumatico<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">attraverso una crisi di sistema e una delegittimazione delle istituzioni. Il tutto avviene in un contesto di accresciuta preoccupazione per l\u2019emergere di nuove minacce, simboleggiata dallo<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">stragismo di mafia e da una situazione economica particolarmente problematica. A rendere il tutto pi\u00f9 complicato \u00e8 la trasformazione<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">dell&#8217;economia mondiale, che modifica alcuni assunti di fondo e<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">incide sull&#8217;economia del paese e sulla sua proiezione sui mercati e nel sistema monetario internazionale.<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">Sebbene si possa affermare che gli anni Novanta non abbiano registrato significativi giri di boa nella politica europea ed<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">estera dell\u2019Italia, confermata nella sua collocazione euro-atlantica, \u00e8 pur vero che il cambiamento interno ha modificato la struttura politica e socioeconomica del paese, con un riverbero<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">sulla sua posizione e proiezione europea e internazionale. Il panel prender\u00e0 in esame tre trasformazioni strutturali che hanno interessato il paese nel periodo in questione. La prima \u00e8 quella<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">trasformazione del sistema partitico, con l\u2019affermazione di nuove istanze e nuove forze politiche. Nello specifico, si discuter\u00e0 di<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">come l\u2019emergere della nuova coalizione di centro-destra guidata da<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">Silvio Berlusconi abbia inciso sul dibattito e sulle scelte europee e internazionali dell\u2019Italia dal 1994 al 2001. La seconda<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">trasformazione riguarda la dimensione economica e discute di come i<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">mutamenti intercorsi nell\u2019economia globale, sia in termini di flussi e modalit\u00e0 di scambio sia in termini di regole, abbiano influito sulla situazione interna del paese e su come abbiano ridefinito il suo ruolo nell\u2019economia europea e globale. In un ultimo si affronter\u00e0 la questione dell\u2019impatto che il cambiamento tecnologico, nella sua applicazione al sistema produttivo e industriale, ha avuto sul sistema paese nel suo complesso e sulla sua capacit\u00e0 di agire nel sistema internazionale.<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">Attraverso questi tre focus tematici il panel fornir\u00e0 indicazioni utili non solo per spiegare i nuovi orientamenti della politica estera italiana, ma anche per ripensare il modello stesso della<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">politica estera italiana. Nello specifico, si tenter\u00e0 di mostrare che nel corso degli anni Novanta il \u201cfare politica estera\u201d in Italia<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">ha assunto un significato pi\u00f9 ampio attraverso l\u2019inclusione di fattori e variabili che nel periodo antecedente al 1989 avevano avuto un valore meno evidente.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Interventi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><i>David Burigana:\u00a0<\/i><\/b><b><i>I frutti del passato? L\u2019Italia e gli anni \u201990 fra politiche dell\u2019innovazione, sfida europea e \u201csegreti\u201d successi in orbita bassa<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Sul finire degli anni \u201980 un economista, Cristiano Antonelli, animava la riflessione sull\u2019innovazione e lo sviluppo industriale in Italia. Al centro di questa riflessione vi erano le \u201cnuove\u201d tecnologie della comunicazione, hardware e software, ma non solo. Emergeva non solo l\u2018interesse ma l\u2019impegno italiano nelle nano e biotecnologie. Le politiche dei ministri Granelli e Ruberti, i pi\u00f9 longevi prima della carrellata annuale degli anni \u201990 fino a Luigi Berlinguer con Prodi e Ortensio Zecchino con D\u2019Alema: Alessandro Fontana, lo stesso Berlinguer, Umberto Colombo e Stefano Podest\u00e0 con Berlusconi. I primi ministri \u201cdella tecnologia\u201d erano affiancati da \u201cspeciali\u201d \u2013 o meglio abili &#8211; consiglieri diplomatici, i veri negoziatori delle cooperazioni bi- e multilaterali in seno al CERN e all\u2019European Space Agency, con i singoli paesi europei \u2013 Francia, e Germania \u2013 con gli USA. Nella prima met\u00e0 degli anni \u201990, l\u2019Italia avrebbe raccolto i frutti di questi negoziati tecno-scientifici. Possiamo considerare l\u2019estensione del \u201csuccesso\u201d in uno dei settori meno noti all\u2019opinione pubblica, ma fra gli unici ad aver superato l\u2019impatto dell\u2019adesione all\u2019euro, ed oggi la crisi del 2007: il settore spaziale. Ne sono un simbolo le tre missioni degli astronauti italiani \u2013 Nespoli, Parmitano, Cristoforetti &#8211; ottenuti in pagamento dagli USA gestori del trasporto nello spazio \u2013 la navetta &#8211; per la realizzazione italiana dei moduli della futura Stazione Spaziale Internazionale in orbita dal 1998. Tre missioni ricche di ricadute tecno-scientifiche. In realt\u00e0, ci dobbiamo chiedere chi \u00e8 alla base di un tale successo: scienziati, manager d\u2019impresa, oppure i \u201cresponsabili\u201d politici? Non \u00e8 solo un problema economico ma d\u2019innovazione, di come spendere e dove spendere per assicurarsi un futuro nella ricerca, nello sviluppo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><i>Lucia Coppolaro:\u00a0<\/i><\/b><b><i>Commercio e globalizzazione: l\u2019Italia e il negoziato commerciale dell\u2019Uruguay Round (1986-1994)<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La globalizzazione, ossia l\u2019integrazione dei mercati dei fattori produttivi che ha preso corpo dalla met\u00e0 degli anni Settanta per intensificarsi negli anni Novanta, rappresenta il tratto caratterizzante della nostra epoca. Questo contributo descrive la posizione dell\u2019Italia nella globalizzazione degli anni Novanta focalizzando l\u2019attenzione sul ruolo del governo italiano nella conferenza commerciale GATT dell\u2019Uruguay Round (1986-1994). Il negoziato fu promosso nel 1983 dal presidente americano Reagan, ebbe inizio nel 1986 a Punta del Este e si concluse a Marrakech nel 1994.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019UR ha fortemente contribuito alla liberalizzazione del commercio internazionale, includendo nel regime GATT\/WTO nuove aree, nuovi settori e nuovi attori e rappresentando cos\u00ec una tappa fondamentale della costruzione della globalizzazione. Il contributo ricostruisce la partecipazione italiana al negoziato commerciale, cercando di spiegare se e come il governo italiano abbia<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">contribuito a liberalizzare il commercio internazionale e a definire le regole e le istituzioni di tale liberalizzazione \u2013 e quindi della globalizzazione. Il contributo prover\u00e0 inoltre a illustrare come la<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">liberalizzazione abbia ridefinito il ruolo dell\u2019Italia nell\u2019economia internazionale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Federico Niglia:\u00a0<\/b><b><i>Effetto Berlusconi: la transizione politica degli anni Novanta e l&#8217;impatto sulla politica estera italiana<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Le elezioni politiche del 1994 rappresentano un importante momento di svolta per la politica italiana, con l\u2019affermazione di Silvio Berlusconi e di una coalizione di forze completamente nuova rispetto a quelle che avevano guidato il paese in precedenza. Il primo governo Berlusconi, data la sua breve durata, non fu in grado di incidere sugli orientamenti di politica estera del paese. Con la discesa in campo di Berlusconi ha per\u00f2 inizio un processo di riconfigurazione dei rapporto interno-internazionale: si fa sempre pi\u00f9 largo l\u2019idea di un\u2019Italia sempre meno dipendente da modelli esterni. Si inizia a ridefinire il rapporto tra Italia ed Europa che, al netto degli orientamenti dei diversi governi, vede l\u2019Italia in un rapporto vieppi\u00f9 problematico con le istituzioni europee e con i paesi leader dell\u2019Unione. Il riassetto della politica interna italiana avvenuto nel periodo compreso tra il 1994 e il 2001, quando Berlusconi ritorna al potere con una solida maggioranza, si riverbera sull\u2019approccio italiano in Europa e, pi\u00f9 in generale, nel sistema internazionale. In quel periodo si ridefinisce inoltre il sistema di alleanze dell\u2019Italia, con l\u2019emergere di nuove partnership (in particolare con la Russia). Il presente contributo mira a spiegare in che modo i cambiamenti occorsi nel sistema politico italiano abbiano influenzato sia gli orientamenti di fondo della politica estera del paese sia l\u2019approccio degli italiani verso le scelte di politica europea ed estera. <\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Note curriculari dei partecipanti<\/b><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Lucia Coppolaro <\/b><span style=\"font-weight: 400\">\u00e8 Professore associato di storia delle relazioni internazionali presso il Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali dell\u2019Universit\u00e0 di Padova. Nel 2006 ha conseguito il Dottorato di Ricerca presso l\u2019Istituto Universitario Europeo. Dal 2006 al 2011 \u00e8 stata lecturer al Dipartimento di Economia dell\u2019UniversitatPompeuFabra (Barcellona) e dal 2008 al 2014 post-doc fellow all\u2019Universit\u00e0 di Lisbona. Dal 2014 al 2017 \u00e8 stata ricercatrice Rita Levi Montalcini presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell\u2019Universit\u00e0 di Padova. Storica dell\u2019integrazione economica europea e del commercio internazionale, Lucia Coppolaro concentra le sue ricerche sulla storia del GATT\/WTO, sulla politica commerciale della CE\/UE e sulla Banca Europea degli Investimenti. Su questi temi ha pubblicato numerosi articoli in riviste internazionali (ContemporaryEuropeanHistory, The International HistoryReview) e volumi collettanei con le maggiori case editrice internazionali (Routledge e Palgrave). \u00a0La seconda edizione della sua monografia \u201cThe Making of a Wolrd Trading Power. The EC in the GATT Kennedy Round negotiations\u201d \u00e8 stata pubblicata da Routledge nel 2016. Lucia Coppolaro sta ultimando la sua seconda monografia intitolato \u201cClashing over commerce. The EC\/EU trade policy from 1958 to 2018\u201d.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>David Burigana<\/b>, Professore associato di Storia delle Relazioni Internazionali, Qualifi\u00e9 Professeur des Universit\u00e9s Section 22 Histoire moderne et contemporaine France, e membro del Consiglio Direttivo del CISAS Centro Studi e Ricerche Aerospaziali \u201cGiuseppe Colombo\u201d (Universit\u00e0 di Padova), Work Package leader per la Space Diplomacy nel progetto Horizon2020 InsSciDE sulla Science Diplomacy, capo unit\u00e0 PRIN 2019, autore di diversi articoli e capitoli di volume su cooperazione aeronautica, degli armamenti e spaziale, su archive privati e pubblici in Europa e negli USA; suo ultimo articolo \u201cAir, space and techno-scientific innovation in Italian foreign policy during the 1970s and 1980s\u201d, in A. Varsori, B. Zaccaria (eds.), Italy in the International System from D\u00e9tente to the End of the Cold War. The Underrated Ally, Palgrave, 2017; curator con Christine Bouneau, Experts and Expertise in Science and Technology in Europe since the 1960s. Organised Civil Society, Democracy and Political Decision-making, BRUSSELS, PIE-Peter Lang, 2018.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Federico Niglia<\/b> ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell\u2019Europea nell\u2019Universit\u00e0 di Roma La Sapienza (2007) e successivamente \u00e8 stato titolare di assegno di ricerca di Storia alla LUISS Guido Carli. \u00c8 attualmente ricercatore a tempo determinato senior di Storia delle relazioni internazionali nell\u2019Universit\u00e0 per Stranieri di Perugia. Insegna la stessa materia presso la LUISS Guido Carli dal 2011. Ha tenuto incarichi di insegnamento nell\u2019Universit\u00e0 della Tuscia e nella St. John\u2019s University.\u00a0\u00c8 il responsabile del Programma Formazione dell\u2019Istituto Affari Internazionali. Gi\u00e0 visiting fellow all\u2019Universit\u00e0 di Nizza e alla Fordham University. \u00c8 autore di libri e articoli sul ruolo internazionale dell\u2019Italia e sui rapporti italo-tedeschi. Tra le sue pubblicazioni: Fattore Bonn. La diplomazia italiana e la Germania di Adenauer (1945-1963), Le Lettere, Firenze, 2010; L\u2019antigermanesimo italiano da Sedan a Versailles, Le Lettere, Firenze, 2012; con E. Diodato] Berlusconi the Diplomat: populism and foreign policy in Italy, Palgrave Macmillan, Basingstoke, 2018.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Daniele Pasquinucci. <\/b>Dal 2017 Professore ordinario di Storia delle relazioni internazionali presso il Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive dell\u2019Universit\u00e0 di Siena. Nel 1991 mi sono laureato in Scienze politiche all&#8217;Universit\u00e0 di Siena. Nel 1992 ho avuto un contratto dalla Regione Toscana per una ricerca di storia elettorale. Nel 1993 ho vinto una borsa di studio post lauream annuale dell&#8217;Universit\u00e0 di Siena per la frequenza a un corso di perfezionamento presso la Facultad de Geografia e Historia dell&#8217;Universit\u00e0 di Salamanca. Nel 1997 ho conseguito il dottorato di ricerca in &#8220;Storia del federalismo e dell&#8217;integrazione europea&#8221; (coordinato dall&#8217;Universit\u00e0 di Pavia). Dal 1997 al 1999 ho usufruito di una borsa di studio post-dottorato e dal 1999 al 2002 sono stato titolare di un Assegno di ricerca dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Siena. Sono socio dell&#8217;Istituto storico della Resistenza in Toscana, dell&#8217;Associazione universitaria di studi europei, dell&#8217;Istituto socialista di studi storici, della Societ\u00e0 italiana di Storia internazionale e della Societ\u00e0 per gli studi di storia delle istituzioni. Sono membro del Comitato scientifico degli &#8220;Annali della Fondazione Ugo La Malfa&#8221;. Sono membro del Consiglio direttivo del Centro di Ricerca sull&#8217;Integrazione dell&#8217;Universit\u00e0 di Siena. Dal 2000 al 2012 sono stato membro del Comitato scientifico del Master in European Studies &#8220;Il processo di costruzione europea&#8221;, coordinato dall&#8217;Universit\u00e0 di Siena. Dal 2004 al 2007 ho diretto un Modulo Jean Monnet in &#8220;Storia delle istituzioni e delle politiche comunitarie&#8221;. Dal 2007 al 2012 sono stato segretario generale dell&#8217;Associazione Universitaria di Studi Europei (AUSE). Dal 2008 al 2011 ho diretto (insieme alla Prof. Daniela Preda) 4 progetti di ricerca finanziati dalla Commissione europea. Sono membro del Collegio docenti del Dottorato in Scienza politica &#8211; Politica comparata ed europea coordinato dall&#8217;Universit\u00e0 di Siena. Dal 2014 sono titolare di una Cattedra Jean Monnet in Storia dell&#8217;integrazione europea.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Antonio Varsori<\/b> \u00e8 titolare della cattedra &#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jean_Monnet\">Jean Monnet<\/a>&#8221; di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Storia_dell%27integrazione_europea\">Storia dell&#8217;integrazione europea<\/a> presso l&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Universit%C3%A0_degli_Studi_di_Padova\">Universit\u00e0 degli Studi di Padova<\/a>, Presidente della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Societ%C3%A0_Italiana_di_Storia_Internazionale&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Societ\u00e0 Italiana di Storia Internazionale<\/a> nonch\u00e9 membro del Comitato per la Pubblicazione dei Documenti Diplomatici Italiani del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ministero_degli_affari_esteri_e_della_cooperazione_internazionale\">Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale<\/a>. Ha tenuto lezioni in diverse istituzioni italiane ed europee, \u00e8 associate fellow del Cold War Study Centre della London School of Economics e Membro associato del centro &#8220;IDEAS&#8221; della medesima Universit\u00e0; dal <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2011\">2011<\/a> collabora con la School of Government dell&#8217;Universit\u00e0 <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Luiss\">Luiss<\/a> a <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Roma\">Roma<\/a>. \u00c8 inoltre presidente del &#8220;groupe de liaison des historiens de l&#8217;Europe contemporaine aupr\u00e9s la Commission Europ\u00e9enne&#8221;; membro del comitato scientifico di riviste storiche di livello internazionale quali The Journal of European Integration History, Cold War History, Europa Europe e 49th Parallel. \u00c8 membro fondatore del &#8220;Seminario di Storia internazionale dell&#8217;et\u00e0 contemporanea&#8221; nel quadro della &#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Societ%C3%A0_Italiana_per_lo_Studio_della_Storia_Contemporanea\">Societ\u00e0 Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea<\/a> (SISSCO).<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presidente: Daniele Pasquinucci, Universit\u00e0 di Siena. Discussant: Antonio Varsori, Universit\u00e0 di Padova Relatori: David Burigana, Universit\u00e0 di Padova, I frutti del passato? 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