{"id":784,"date":"2019-05-31T12:51:10","date_gmt":"2019-05-31T10:51:10","guid":{"rendered":"http:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/?page_id=784"},"modified":"2019-05-31T18:04:52","modified_gmt":"2019-05-31T16:04:52","slug":"panel-2-la-diplomazia-internazionale-nel-dopoguerra-dalla-questione-degli-stretti-alla-guerra-fredda-1919-1953-i-sessione-la-questione-degli-stretti-diplomazia-italiana-e-dib","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/i-panel-dellottavo-convegno-sisi-cagliari-2019\/panel-2-la-diplomazia-internazionale-nel-dopoguerra-dalla-questione-degli-stretti-alla-guerra-fredda-1919-1953-i-sessione-la-questione-degli-stretti-diplomazia-italiana-e-dib\/","title":{"rendered":"Panel 2 &#8211; La diplomazia internazionale nel dopoguerra: dalla \u201cquestione\u201d degli Stretti alla Guerra Fredda (1919-1953). I sessione: la questione degli Stretti: diplomazia italiana e dibattito storiografico in Russia e Turchia."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Presidente: <\/span><b>Fabio Bettanin,<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> Universit\u00e0 di Napoli l\u2019Orientale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Discussant: <\/span><b>Paolo Wulzer<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Napoli l\u2019Orientale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Relatori:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Fabio L. Grassi<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Roma \u2018La Sapienza\u2019, La questione degli Stretti nel quadro delle relazioni turco-sovietiche tra 1919-1939;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Valentina Sommella<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Perugia, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">I diplomatici italiani e la questione degli Stretti da Versailles a Montreux;<\/span><\/i><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Francesco Randazzo<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Perugia, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">I bolscevichi e i nodi della politica marittima russa nella contesa degli Stretti: il punto sul dibattito storiografico nella Russia contemporanea. <\/span><\/i><\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Abstract<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Gli studi attorno alla questione degli Stretti animano ancora oggi gli ambienti storici, pi\u00f9 che nel passato, proprio per le implicazioni geopolitiche che l\u2019argomento reca in s\u00e9. Sin dall\u2019Ottocento, il braccio di ferro russo-turco attorno all\u2019uso politico \u201cesclusivo\u201d che la Sublime Porta faceva del varco del Bosforo ha influenzato le scelte politiche degli zar e costretto i governi russi a sperimentare direttrici verso altri mari, a far appello alla solidariet\u00e0 dei popoli slavi per avere facile accesso all\u2019Adriatico o ai mari navigabili del Baltico. Solo quando il malato d\u2019Oriente inizi\u00f2 a vacillare, e le potenze occidentali ad affacciarsi sul versante asiatico e africano per trovare nuove rotte commerciali, si pose in maniera ineludibile la necessit\u00e0 di regolamentare gli Stretti divenuti, a quel punto, uno strumento strategico nelle mani del Sultano. E cos\u00ec, la diplomazia internazionale si mobilit\u00f2 alla ricerca di soluzioni\u201cprovvisorie\u201d onde scongiurare la deriva dell\u2019impero ottomano che aveva cominciato il suo progressivo e lento declino fino alla prima guerra mondiale. Il Trattato di Versailles e le successive paci, stipulate tra i paesi vincitori e quelli sconfitti a seguito del primo conflitto bellico,anzich\u00e9 risolvere le contese lasciate irrisolte dalla guerra determinarono un nuovo clima di tensione internazionale. La regolamentazione degli Stretti, divenuta prioritaria per la neonata Societ\u00e0 delle Nazioni, monopolizz\u00f2 il dibattito mentre la smilitarizzazione degli Stretti and\u00f2 nella direzione di accontentare il grande assente alle trattative di pace, il governo massimalista di Lenin alle prese con una difficile e sanguinosa guerra civile. Tale quadro rappresenta lo sfondo sul quale i diversi contributi che saranno presentati andranno a confrontarsi affrontando analisi che partono da documentazioni diplomatiche fino a studi comparati sulle diverse riflessioni che possono scaturire sia dalla consultazione di fonti primarie, sia dascavi in archivi nazionalie sia dal confronto delle diverse sintesi storiche. Cos\u00ec, sullo sfondo di un tema che ha implicazioni internazionali di particolare rilievo scientifico, e sulla base di studi monografici che hanno un peso rilevante nel dibattito storiografico contemporaneo, ciascun relatore toccher\u00e0, nel proprio contributo, una o pi\u00f9 tessere che compongono il mosaico delle relazioni internazionali riferite alla questione degli Stretti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Concretamente il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">panel<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> si struttura in due sessioni per un totale di sei interventi. Nella prima delle due sessioni ci saranno le relazioni di Fabio L. Grassi <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">La Questione degli Stretti nel quadro delle relazioni turco-sovietiche tra 1919 e 1939, <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">Valentina Sommella<\/span><i><span style=\"font-weight: 400\"> I diplomatici italiani e la questione degli Stretti da Versailles a Montreux <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">e Francesco Randazzo<\/span><i><span style=\"font-weight: 400\"> La Russia bolscevica e i nodi della politica marittima russa nella contesa degli Stretti:il punto sul dibattito storiografico nella Russia contemporanea. <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">Nella seconda sessione si alterneranno le relazioni di Nicola Neri <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Dodecaneso italiano: politica, diplomazia e armi, <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">Valdo Ferretti <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">La diplomazia nipponica nella ridefinizione delle alleanze europee: la Conferenza di Montreux del 1936<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> e Lucio Barbetta <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Occidente e Jugoslavia 1948-1957: sicurezza e \u201cwedgestrategy\u201d nel Sud Est europeo e nel settore degli Stretti.<\/span><\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Interventi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Fabio Libero Grassi:\u00a0<\/b><b><i>La Questione degli Stretti nel quadro delle relazioni turco-sovietiche tra 1919 e 1939<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">I bolscevichi individuarono senza tentennamenti nei nazionalisti turchi un antemurale contro l\u2019Occidente capitalista e quindi un soggetto politico-militare con cui cercare di allearsi. Per Lenin, \u010ci\u010derin, Stalin, via via che si allontanava il miraggio della rivoluzione mondiale diventava sempre pi\u00f9 importante che gli &#8220;imperialisti&#8221; non avessero il controllo degli Stretti e non potessero accedere a piacimento nel Mar Nero. I dirigenti sovietici ebbero semmai qualche esitazione nel decidere su quale leader nazionalista turco puntare, ma nel complesso si attennero a una linea di lealt\u00e0 nei confronti di MustafaKemal. Nondimeno, la stipula del Patto d\u2019Amicizia siglato il 16 marzo 1921 concluse una trattativa lunga e faticosa. Riguardo agli Stretti, esso dava soddisfazione al governo sovietico, giacch\u00e9 esprimeva il principio che il Mar Nero dovesse essere monopolio degli Stati rivieraschi. Nel 1922, al contrario, il governo di Ankara fu proprio sugli Stretti alquanto arrendevole verso le potenze occidentali, rassegnandosi presto a un regime internazionale. Con la convenzione di Montreux del 1936, tuttora in vigore, la Turchia ottenne un notevole recupero di sovranit\u00e0, con piena soddisfazione di uno Stalin ancora sulla difensiva. Uno Stalin che nel 1939 torner\u00e0 a guardare agli Stretti e alla Turchia con occhi tipicamente russi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Valentina Sommella:\u00a0<\/b><b><i>I diplomatici italiani e la questione degli Stretti da Versailles a Montreux<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Nel <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">paper<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> proposto si intende analizzare l\u2019operato di alcuni esponenti della diplomazia italiana che durante le trattative di pace di Parigi e negli anni tra le due guerre mondiali si occuparono della questione degli Stretti. Lo status internazionale che gli Stretti avrebbero assunto era di rilevante interesse anche per l\u2019Italia che nel Patto di Londra aveva formulato la richiesta di una zona di influenza nella provincia di Adalia. Anche se apparentemente lontana dagli interessi del Paese, tale richiesta era infatti stata concepita gi\u00e0 da San Giuliano proprio in contrapposizione alle molteplici richieste delle altre potenze nel Vicino e Medio Oriente e per bilanciare nel Mediterraneo i contraccolpi che sarebbero derivati dall\u2019apertura del passaggio negli Stretti concesso anche alla Russia. Sonnino prima, poi Sforza nominato Alto Commissario a Costantinopoli e altri diplomatici contariniani, tra i quali De Martino e Galli, affrontarono dunque la questione turca nella linea tracciata da San Giuliano, rappresentando una generazione di diplomatici di estrazione liberal-nazionale che si adoper\u00f2 per realizzare un disegno nazionale di ampio respiro mediterraneo attraverso la creazione di un\u2019intesa con le forze kemaliste. Ma la diffidenza turca nei confronti degli interessi italiani in Anatolia e il timore che questi interessi potessero essere ribaditi con forza da parte del regime fascista incrinarono il precedente \u201cpatto di amicizia\u201d. Non a caso dunque Carlo Galli fu inviato come ambasciatore italiano in Turchia proprio negli anni in cui la questione degli Stretti venne ridiscussa a Montreux.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Francesco Randazzo:\u00a0<\/b><b><i>I bolscevichi e i nodi della politica marittima russa nella contesa degli Stretti: il punto sul dibattito storiografico nella Russia contemporanea<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La questione degli Stretti ha caratterizzato la politica estera russa sin dall\u2019epoca della zarina Caterina II e mantenne la propria importanza strategico-politica fino gli ultimi anni della Russia zarista. Con la chiusura degli Stretti, durante il primo conflitto mondiale, veniva meno una delle principali rotte di rifornimento che permetteva a Pietrogrado di mantenere lo sforzo bellico. Nel 1915 gli alleati cercarono di occupare gli stretti ed escludere l\u2019Impero Ottomano dalla guerra, l\u2019intento era complicato dal fatto che uno degli obiettivi dei russi durante la guerra fosse proprio quello di occupare per s\u00e9gli Stretti e ottenerne il controllo permanente. Francia e Gran Bretagna accettarono le richieste russe per il controllo della costa e delle isole del Mar di Marmara, ma il tentativo di occupazione terrestre degli Stretti del 1915 si rivel\u00f2 fallimentare. La pressione sul fronte occidentale russo e il congelamento di quello meridionale distolsero, ma non per sempre, l\u2019attenzione di Pietrogrado dagli Stretti. Durante tutta la Rivoluzione e la successiva guerra civile la Russia ebbe ben altri problemi di cui occuparsi e dunque venne accantonata la pretesa sul controllo del Bosforo, nelle mani diplomatiche delle potenze occidentali. Tuttavia, a partire dal primo dopoguerra, la questione inizi\u00f2 a delinearsi come sempre meno legata alla volont\u00e0 di Ankara. A questi aspetti sar\u00e0 dedicato l\u2019intervento che tenter\u00e0 di fare il punto sullo stato del dibattito storiografico russo sulla questione. <\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Note curriculari dei partecipanti<\/b><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Fabio Bettanin<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> \u00e8 professore ordinario e docente di Storia della politica internazionale e Storia della Russia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Napoli l\u2019Orientale. \u00c9 membro del Senato Accademico dell\u2019UNIOR. \u00c9 responsabile scientifico per la parte italiana dell\u2019accordo di collaborazione scientifica fra l\u2019Universit\u00e0 di Napoli l\u2019Orientale e le universit\u00e0 russe: MGIMO, RGGU, e dell\u2019Istituto di storia mondiale dell\u2019Accademia delle Scienze di Russia. \u00c9 membro del collegio del dottorato di Studi Internazionali dell\u2019Orientale. Fa parte del Comitato scientifico e della redazione della rivista \u201cProcessi storici e politiche di pace\u201d. Fra i suoi ultimi lavori: Ungheria 1956: il fattore Chruscev. Working Paper 145, CSSEO (Trento), 2009; I costi dell&#8217;impero in A. Panaccione, Venti anni dopo (1989-2009), Milano, Unicopli, 2011; Una cauta inimicizia. I rapporti fra Italia e Russia dopo l&#8217;Unit\u00e0 in P. Frascani (a cura di), Nello specchio del mondo. L&#8217;immagine dell&#8217;Italia nella realt\u00e0 internazionale, Il Torcoliere, Napoli, 2012; N\u00e9 distensione n\u00e9 rottura. Il Cremlino e il 1968 in Italia in F.Bettanin et alii (a cura di), L\u2019Italia vista dal Cremlino. Gli anni della distensione negli archivi del Comitato centrale del Pcus, 1953-1970, Viella, Roma, 2015; Putin e il mondo che verr\u00e0. Storia e politica nella Russia del XXI secolo, Roma, Viella, 2018.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Paolo Wulzer (<\/b>discussant<b>) <\/b>\u00e8 professore associato di Storia delle Relazioni Internazionali presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Napoli \u201cL\u2019Orientale\u201d, dove insegna anche Storia Internazionale dell&#8217;Asia e dell&#8217;Africa (abilitato in prima fascia nel S.C. 14\/B2). I suoi interessi di ricerca vertono sulla politica mediterranea dell&#8217;Italia, sul ruolo della CEE\/UE come attore di politica internazionale e sulla politica mediorientale degli Stati Uniti dalla guerra fredda al sistema post-bipolare. Tra le sue ultime pubblicazioni, <i>Case Studies in International Security. From the Cold War to the Crisis of the New International Order<\/i> (ed.), 2018; <i>Una relazione complicata ma complementare. Stati Uniti ed Arabia Saudita nelle crisi del Medio Oriente<\/i>, 2018<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Fabio L. Grassi<\/b> \u00e8 ricercatore di Storia dell\u2019Europa Orientale (abilitato in prima fascia nel S.C. 14\/B2) presso l\u2019Universit\u00e0 \u201cLa Sapienza\u201d di Roma. Socio della SISI, ha all\u2019attivo circa ottanta pubblicazioni, tra cui le monografie <i>L\u2019Italia e la Questione Turca (1919-1923). Opinione Pubblica e Politica Estera, <\/i>Torino, Zamorani, 1996 (tradotta in turco), <i>Atat\u00fcrk. Il Fondatore della Turchia Moderna<\/i>, Roma, Salerno, 2008, 20092, 20103 (idem) e <i>Una Nuova Patria. L\u2019Esodo dei Circassi verso l\u2019Impero Ottomano<\/i>, Istanbul, ISIS, 2014 (tradotta in turco e in inglese).<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Valentina Sommella<\/b> \u00e8 ricercatrice di Storia delle Relazioni Internazionali (abilitata in seconda fascia nel S.C. 14\/B2) presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell\u2019Universit\u00e0 di Perugia, dove insegna Storia e Culture dell\u2019Asia orientale, ed \u00e8 Professore a contratto presso la LUMSA di Roma, ove insegna Storia e istituzioni dei Paesi africani e asiatici. Ha insegnato Storia delle Relazioni Internazionali presso la Facolt\u00e0 di Lettere dell\u2019Universit\u00e0 di Roma La Sapienza ed \u00e8 stata Visiting Research Fellow presso l\u2019University College Dublin (UCD). Ha pubblicato due monografie sui rapporti tra gli alleati durante la Seconda guerra mondiale e, pi\u00f9 recentemente, si \u00e8 occupata di politica estera italiana nel periodo precedente all\u2019avvento del fascismo, pubblicando il volume <i>Un Console in trincea, Carlo Galli e la politica estera dell\u2019Italia liberale (1905-1922) <\/i>(Rubbettino 2016) e altri saggi sui temi dell\u2019irredentismo, della questione adriatica e dei rapporti italo-turchi su riviste specializzate e in Atti di Convegni.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Francesco Randazzo<\/b> \u00e8 professore associato di Storia delle Relazioni Internazionali presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Perugia (abilitato in prima fascia nel S.C. 14\/B2). Membro della SISI \u00e8 autore di diversi saggi e svariate monografie sui temi della Russia tardo-imperiale e sovietica. Partecipa a gruppi di ricerca diimportanti istituzioni accademiche straniere e coordina il Centro Internazionale di Ricerche e Studi Eurasiatici (CIRSEu) presso l\u2019Universit\u00e0 di Perugia. Tra le sue pubblicazioni pi\u00f9 recenti: <i>Zarstvo and Kommunism<\/i>. <i>Italian-russian diplomacy in the period between the grant war and the age of Soviet communism<\/i> (Ed. Cambridge Scholar Publisher, 2018); <i>Il decennio rosso (1917-1927),<\/i> (Libellula, 2017); <i>Storia del Kazakhstan. Dalle origini all\u2019indipendenza<\/i> (Libellula, 2015); <i>L\u2019altra diplomazia. L\u2019Italia, la Russia e le relazioni asiatiche nel periodo della Belle \u00c9poque<\/i>, (Libellula, 2014); <i>Miseria e nobilt\u00e0. La questione servile in Russia in et\u00e0 moderna <\/i>\u00a0(Libellula, 2013); <i>Russia. Momenti di storia nazionale <\/i>(NuovaCultura, 2013); <i>Dio salvi lo zar<\/i> (Loffredo, 2012); <i>Alle origini dello Stato Sovietico<\/i> (AUSSME, 2008).<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presidente: Fabio Bettanin, Universit\u00e0 di Napoli l\u2019Orientale. Discussant: Paolo Wulzer, Universit\u00e0 di Napoli l\u2019Orientale. Relatori: Fabio L. Grassi, Universit\u00e0 di Roma \u2018La Sapienza\u2019, La questione degli Stretti nel quadro delle <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/i-panel-dellottavo-convegno-sisi-cagliari-2019\/panel-2-la-diplomazia-internazionale-nel-dopoguerra-dalla-questione-degli-stretti-alla-guerra-fredda-1919-1953-i-sessione-la-questione-degli-stretti-diplomazia-italiana-e-dib\/\">Continue Reading &amp;rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2594,"featured_media":0,"parent":768,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-784","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/784","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2594"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=784"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/784\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":847,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/784\/revisions\/847"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/768"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=784"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}