{"id":770,"date":"2019-05-28T17:49:20","date_gmt":"2019-05-28T15:49:20","guid":{"rendered":"http:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/?page_id=770"},"modified":"2019-06-03T15:31:38","modified_gmt":"2019-06-03T13:31:38","slug":"panel-1","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/i-panel-dellottavo-convegno-sisi-cagliari-2019\/panel-1\/","title":{"rendered":"Panel 1 &#8211; La dimensione internazionale delle culture politiche. Antiamericanismo e antieuropeismo: 1945-2000."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Presidente: <\/span><b>Antonio Varsori,<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> Universit\u00e0 di Padova.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Discussant: <\/span><b>Elena Dundovich<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Pisa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Relatori: <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><b><i>Andrea Guiso<span style=\"font-weight: 400\">, Sapienza Universit\u00e0 di Roma, e <\/span>Valentine Lomellini<span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Padova, <\/span><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019antiamericanismo nell\u2019Italia della guerra fredda;<\/span><\/i><\/b><\/li>\n<li><b><i>Daniele Pasquinucci<span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Siena, <\/span><span style=\"font-weight: 400\">Le origini storiche dell\u2019antieuropeismo in Italia e in Francia;<\/span><\/i><\/b><\/li>\n<li><strong>Michele Brunelli<\/strong><span style=\"font-weight: 400\">, Universit\u00e0 di Bergamo, <\/span><span style=\"font-weight: 400\">Antieuropeismo ed antiamericanismo in Iran: 1945-2005;<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Abstract<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Molti sono i partiti politici, i movimenti e le correnti intellettuali ad aver fatto di una concezione d\u2019opposizione il proprio vessillo ideologico. Durante la Guerra Fredda, il concetto di \u201cporsi contro\u201d, di \u201cfarsi antagonista\u201d era, in maniera del tutto transnazionale ed internazionale, uno degli strumenti principe della dialettica politica. Nelle stesse fila dell\u2019Occidente, parte della societ\u00e0 civile, soprattutto nelle sue frange pi\u00f9 giovani, si poneva contro le stesse idee e condotte di politica estera, economica o sociale, propugnate dai propri governi: dai movimenti di protesta anche non violenti, sino a giungere a forme \u2013 sebbene minoritarie \u2013 estreme autonome o eterodirette, quali quelle del brigatismo o della lotta armata nelle sue varie accezioni europee (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Action Directe<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Rote Armee Fraktion<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> ecc.). Ci\u00f2 risultava particolarmente evidente negli Stati Uniti e nell\u2019Europa Occidentale, soprattutto in chiave pacifista, con i movimenti contro la Guerra del Vietnam, per citare solo uno dei primi casi di contrapposizione collettiva occidentale verso le azioni di politica estera statunitense, o di opposizione allo schieramento di armi non convenzionali sul proprio territorio-santuario.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">In Francia ed in Italia, rispettivamente la nazione meno e pi\u00f9 \u201catlantica\u201d, sentimenti antiamericani andavano alternandosi a posizioni di profonda critica antieuropea. Questi ultimi, soprattutto a partire dagli anni Cinquanta, iniziarono ad evidenziare una opposizione, se non una vera e propria ostilit\u00e0, verso un\u2019idea di integrazione sovranazionale che stava prendendo sempre pi\u00f9 piede. Su questo tema interverr\u00e0 Daniele Pasquinucci, con l\u2019intento di valutare se e come questa tradizione antieuropeista sia transitata, oggigiorno, in una dimensione sempre pi\u00f9 euroscettica. L\u2019approccio cronologico all\u2019euroscetticismo come metodologia d\u2019analisi di Pasquinucci \u00e8 altres\u00ec condiviso da Valentine Lomellini e Andrea Guiso nello studio della nascita e dello sviluppo di un altro sentimento di contrasto: l\u2019antiamericanismo in Italia. Questo considerato quale <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">trait-d\u2019union<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> tra le diverse culture politiche fortemente condizionate dalla contrapposizione bipolare, che in un certo senso va \u201cistituzionalizzandosi\u201d entro una dimensione partitica (leggasi prevalentemente quella facente capo al Partito Comunista Italiano), sino ad una pi\u00f9 spontanea che permeer\u00e0 parte della societ\u00e0 civile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019antieuropeismo e l\u2019antiamericanismo sono sentimenti che varcano i confini strettamente geografici dell\u2019Occidente e giocoforza trovano rilievo ed una loro precipua collocazione in una dimensione culturale che risente dell\u2019epoca della decolonizzazione, della lotta ideologica, inserita in un contesto s\u00ec bipolare, ma anche di ambizioni di Terza Via. Cos\u00ec sar\u00e0 in Africa ed in Asia, nelle sue propaggini sud-orientali, indiane, cos\u00ec come in uno dei paesi pi\u00f9 dicotomici della parte occidentale di questo continente: l\u2019Iran, nel quale un sentimento inizialmente filo-americano si contrapporr\u00e0 a sentimenti antibritannici, sino a mutare in un acceso antiamericanismo che diverr\u00e0 icona e strumento antioccidentale. Della propaganda pi\u00f9 propriamente antieuropea, ovvero antioccidentale ed antiamericana tratter\u00e0 l\u2019intervento di Michele Brunelli, durante il quale cercher\u00e0 di individuare gli elementi principali della narrativa, cos\u00ec come della loro evoluzione, nell\u2019ultimo sessantennio della storia iraniana.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Interventi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Andrea Guiso e Valentine Lomellini:\u00a0<\/strong><strong><i>L\u2019antiamericanismo nell\u2019Italia della guerra fredda, Andrea Guiso e Valentine Lomellini<\/i><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">A dispetto del suo carattere trasversale e persistente, l\u2019antiamericanismo non ha ancora acquisito un rilievo specifico nella dimensione interpretativa della storia italiana negli anni della Guerra Fredda. La difficolt\u00e0 nell\u2019attribuirgli valenza euristica pi\u00f9 generale risiede nel suo essere a un tempo strumento idealtipico d\u2019analisi e fenomenologia dalle molteplici e complesse matrici politiche, culturali, sociali. La storia dell\u2019antiamericanismo \u00e8 dunque sempre, in qualche modo, storia del discorso intellettuale e delle sue finalit\u00e0. Muovendo da questa consapevolezza, e con particolare attenzione al nesso tra la dimensione politica e quella culturale di pi\u00f9 lungo periodo, gli autori intendono discutere il ruolo che il discorso antiamericano ha avuto nell\u2019Italia della guerra fredda, elaborando una mappa dei suoi filoni principali e un primo tentativo di periodizzazione. Dentro questa cornice verr\u00e0 posta particolare attenzione a due aspetti tra loro fortemente intrecciati: l\u2019antiamericanismo come \u2018ponte\u2019 tra le culture politiche in un contesto strutturalmente condizionato dai vincoli politici esterni imposti dalla logica bipolare; il tema del suo progressivo scivolamento da una dimensione organizzativa \u2018allogena\u2019 (legata prevalentemente alla politica internazionale del PCI e alla politica di potenza sovietica in Europa) a una dimensione endogena e spontanea, espressione delle nuove sensibilit\u00e0 emerse nella societ\u00e0 e nella cultura italiane a partire dagli anni Sessanta sia in relazione ai temi della guerra e della pace che ai valori e al significato della modernit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Daniele Pa<\/b><strong>squinucci:\u00a0<i>Le origini storiche dell\u2019antieuropeismo in Italia e in Francia<\/i><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La \u201ccritica all\u2019Europa\u201d ha origini storiche che vanno ben oltre la stagione dell\u2019europeizzazione che si apre con l\u2019entrata in vigore del Trattato di Maastricht, spesso semplicisticamente assunta come punto di partenza della contestazione euroscettica. Questa \u201ccronologia\u201d \u00e8 un elemento fondamentale per la costruzione di categorie concettuali generali (a-storiche) alle quali ricondurre il fenomeno dell\u2019opposizione all\u2019integrazione europea. Essa rende possibile sottrarsi all\u2019analisi della sedimentazione storica dei fattori che hanno consentito l\u2019affermazione e la diffusione dell\u2019antieuropeismo. Allo stesso tempo, quei fattori rimandano sovente alle storie nazionali, e la loro formazione pu\u00f2 persino precedere la nascita delle prime Comunit\u00e0 europee, oppure la partecipazione ad esse dei singoli paesi. In questo quadro, l\u2019analisi sul piano nazionale deve necessariamente precedere il tentativo di elaborare interpretazioni complessive. A questo riguardo, la comparazione tra la Francia e l\u2019Italia dagli anni Cinquanta fino alla fase pre-Maastricht, pu\u00f2 costituire una prospettiva interessante per verificare gli elementi di analogia e le specificit\u00e0 nella genesi, nello sviluppo e nella diffusione dei rispettivi \u201cantieuropeismi\u201d. Sia la Francia che l\u2019Italia hanno oggi soggetti politici (di varia natura) che criticano severamente l\u2019UE. Entrambi paesi fondatori della Comunit\u00e0, Francia e Italia sin dagli anni Cinquanta hanno sperimentato la presenza di partiti \/ movimenti \/ gruppi \/ personalit\u00e0 ostili all\u2019integrazione sovranazionale. Il problema specifico su cui intendo soffermarmi nell\u2019intervento al panel \u00e8 se questa \u201ctradizione antieuropeista\u201d, storicamente determinatasi, si sia trasferita nell\u2019attuale propaganda \u201ceuroscettica\u201d, oppure se quest\u2019ultima non sia la conseguenza indesiderata (e inattesa) del modo in cui le classi dirigenti francesi e italiane hanno, nel tempo, concepito, applicato e narrato l\u2019europeismo. Siffatta questione sorge dai risultati di una ricerca sul modo in cui il \u201cvincolo europeo\u201d \u00e8 stato usato per spiegare i benefici dell\u2019adesione italiana alla CE\/UE. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Michele B<\/b><strong>runelli:\u00a0<i>Antieuropeismo ed antiamericanismo in Iran: 1945-2005<\/i><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La rivoluzione iraniana, di cui quest\u2019anno si celebra il quarantesimo anniversario, ha rappresentato l\u2019archetipo dell\u2019antiamericanismo nell\u2019area del Golfo. Se, storicamente, parte della popolazione iraniana e del suo governo avevano a pi\u00f9 riprese dimostrato una certa diffidenza verso il Governo di Londra e di San Pietroburgo, trasformatasi poi in veri e propri sentimenti antibritannici e soprattutto antirussi, pi\u00f9 che antieuropei <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">tout-court<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, allo stesso tempo, in epoca tardo-qajara, avevano mostrato molte simpatie per gli Stati Uniti, considerata la potenza anti-colonialista <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">par excellence<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">. Il desiderio, mascherato da necessit\u00e0, per la modernizzazione, la quale diveniva sinonimo di Occidente, da parte di Re\u017c\u0101 Khan e l\u2019acceso americanismo del figlio, Mo\u1e25ammad, spinsero alcune frange politiche iraniane, tra le quali la pi\u00f9 influente fu senza dubbio il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Jebha-ye Mell\u012b<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> (Fronte Nazionale) a contrastare con veemenza la pesante influenza britannica nell\u2019economia e nella politica del paese. La retorica antibritannica gioc\u00f2 un ruolo importante nell\u2019esaltazione dei valori nazionali. Fu, quella dei seguaci di Mossadeq una vittoria temporanea, che perdur\u00f2 lo spazio d\u2019un anno o poco pi\u00f9, sino al ristabilimento dello <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">status quo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> con il colpo di Stato del 1953. L\u2019 affondo portato dallo \u0160\u0101h nei confronti della componente religiosa \u2013 o almeno nella sua parte non quietista \u2013 attraverso la spoliazione dei beni di manomorta \u2013 e la conseguente dura presa di posizione verso un supposto attacco all\u2019Islam da parte dell\u2019Ayatollah <\/span><span style=\"font-weight: 400\">K<\/span><span style=\"font-weight: 400\">homeyn\u012b ruppero il delicato equilibrio che si era instaurato tra la Corona ed i Mullah. <\/span><span style=\"font-weight: 400\">K<\/span><span style=\"font-weight: 400\">homeyn\u012b prese a pretesto l\u2019eccessivo servilismo del sovrano nei confronti di Washington ed inizi\u00f2 ad utilizzare l\u2019antiamericanismo quale strumento indiretto per attaccare la dinastia Pahlavi, che presto andr\u00e0 permeandosi di tinte anti-occidentali e quindi anche anti-europee, trasformando gli Stati Uniti da primo alleato dell\u2019Iran nel Male Supremo. La propaganda giocher\u00e0 molto sulla dialettica bene\/male, riportando in auge la mitologia che era andata plasmandosi a Karbala nel 680. Da allora, attraverso slogan e motti, immagini, murales, l\u2019antiamericanismo, che \u00e8 andando fondendosi con l\u2019ideologia rivoluzionaria, \u00e8 entrato a far parte nella dialettica e nella retorica del regime, cos\u00ec come in una ritualit\u00e0 che ha trovato il suo punto pi\u00f9 esasperato nella presidenza Ahmadinejad, ma che sembra oggi non incontrare altrettanto plauso da parte di una popolazione sempre pi\u00f9 giovane e meno impegnata politicamente e che volge il proprio sguardo verso una dimensione internazionale.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Note curriculari dei partecipanti<\/b><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Antonio Varsori<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> \u00e8 titolare della cattedra &#8220;<\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jean_Monnet\"><span style=\"font-weight: 400\">Jean Monnet<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\">&#8221; di <\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Storia_dell%27integrazione_europea\"><span style=\"font-weight: 400\">Storia dell&#8217;integrazione europea<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\"> presso l&#8217;<\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Universit%C3%A0_degli_Studi_di_Padova\"><span style=\"font-weight: 400\">Universit\u00e0 degli Studi di Padova<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\">, Presidente della <\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Societ%C3%A0_Italiana_di_Storia_Internazionale&amp;action=edit&amp;redlink=1\"><span style=\"font-weight: 400\">Societ\u00e0 Italiana di Storia Internazionale<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\"> nonch\u00e9 membro del Comitato per la Pubblicazione dei Documenti Diplomatici Italiani del <\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ministero_degli_affari_esteri_e_della_cooperazione_internazionale\"><span style=\"font-weight: 400\">Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\">. Ha tenuto lezioni in diverse istituzioni italiane ed europee, \u00e8 associate fellow del Cold War Study Centre della London School of Economics e Membro associato del centro &#8220;IDEAS&#8221; della medesima Universit\u00e0; dal <\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2011\"><span style=\"font-weight: 400\">2011<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\"> collabora con la School of Government dell&#8217;Universit\u00e0 <\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Luiss\"><span style=\"font-weight: 400\">Luiss<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\"> a <\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Roma\"><span style=\"font-weight: 400\">Roma<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\">. \u00c8 inoltre presidente del &#8220;groupe de liaison des historiens de l&#8217;Europe contemporaine aupr\u00e9s la Commission Europ\u00e9enne&#8221;; membro del comitato scientifico di riviste storiche di livello internazionale quali The Journal of European Integration History, Cold War History, Europa Europe e 49th Parallel. \u00c8 membro fondatore del &#8220;Seminario di Storia internazionale dell&#8217;et\u00e0 contemporanea&#8221; nel quadro della &#8220;<\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Societ%C3%A0_Italiana_per_lo_Studio_della_Storia_Contemporanea\"><span style=\"font-weight: 400\">Societ\u00e0 Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\"> (SISSCO).<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Valentine Lomellini:\u00a0<\/b>(Ph.D in Political Systems and Institutional Change) \u00e8 Professore associato in Storia delle relazioni internazionali presso il Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e Studi internazionale ove insegna &#8220;Storia delle relazioni internazionali&#8221;, &#8220;History of International Relations&#8221;, &#8220;Terrorism and Security in International History&#8221; E&#8217; tutor e docente presso la Scuola Galileiana di Studi superiori, ove insegna &#8220;Political Movements and Italian Terrorism in the 20th Century&#8221;. E&#8217; stata Visiting Professor presso la Wien Universit\u00e4t e Visiting Scholar presso l&#8217;Universit\u00e0 della Sorbona, Affiliated Researcher del Centrum voor Parlementaire Geschiedenis della Radboud Universiteit, membro del progetto europeo COwaSO (Cold War and Society) dell&#8217;Institut f\u00fcr Zeitgeschichte (Wien Universit\u00e4t), e Affiliated Researcher dello European Protest Movement Network (Heidelberg Universit\u00e4t). Per i suoi studi, ha ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica ed il Premio Simone Veil della Fundaci\u00f3n Europea de Yuste. Ha pubblicato i volumi &#8220;L\u2019appuntamento mancato. La Sinistra italiana e il Dissenso nei regimi comunisti, 1968-1989&#8221; (Mondadori education, 2010); &#8220;Les relations dangereuses. The French communists and socialists and the human rights issue in the Eastern countries&#8221; (Peter Lang, 2012); &#8220;La grande paura rossa. L&#8217;Italia delle spie bolsceviche, 1917-1922&#8221; (FrancoAngeli, 2015); (a cura di), &#8220;Il mondo della guerra fredda e l&#8217;Italia degli anni di piombo. Una regia internazionale per il terrorismo?&#8221; (Mondadori education, 2017). E\u2019 autrice di saggi e articoli sulle relazioni internazionali della Sinistra italiana e francese tra gli anni Sessanta e Novanta, sulla dimensione internazionale dei movimenti sociali, sugli aspetti internazionali delle culture politiche e partitiche italiane, pubblicati su volumi e riviste italiane ed internazionali di fascia A. Attualmente, si occupa dell&#8217;impatto del terrorismo transnazionale sul sistema delle relazioni internazionali, con particolare attenzione alla cooperazione intergovernativa in chiave di sicurezza collettiva.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Andrea Guiso:\u00a0<\/b>Professore associato di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell\u2019Universit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza\u201d, dove insegna \u201cStoria politica, sociale e culturale dell\u2019et\u00e0 contemporanea\u201d. Ha conseguito l\u2019abilitazione a professore di prima fascia in Storia contemporanea. Dirige il RUCAN (Research Unit on Conflict Analysis) presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza. \u00c8 stato visiting scholar a Sciences Po e alla Brown University. Si \u00e8 a lungo occupato di storia del comunismo, con particolare attenzione al nesso tra la dimensione nazionale e internazionale nella politica del partito comunista italiano. I suoi interessi di ricerca si sono poi allargati alla storia politica e istituzionale comparata, al tema dell\u2019evoluzione storica dell\u2019intreccio tra guerra e democrazia, alle relazioni tra potere politico e potere economico-finanziario nel contesto della globalizzazione e, pi\u00f9 di recente, al rapporto tra intellettuali e politica internazionale nell\u2019Italia della guerra fredda. Tra le sue pubblicazioni: La guerra di Atena. Il &#8220;luogo&#8221; della Grande guerra nell&#8217;evoluzione delle forme liberali di governo: Regno Unito, Francia e Italia, Mondadori Education, Le Monnier Milano\/Firenze 2017; La colomba e la spada. \u201cLotta per la pace\u201d e antiamericanismo nella politica del Partito comunista italiano (1949-1954), Soveria Mannelli, Rubbettino, 2007; Italian Intellectuals and International Politics (1945-1992), A. Guiso, A. Tarquini (eds.), Palgrave MacMillan, New York (in press, 2019); From Political Enemy to Profane Reality. The Friend-Enemy Relation in the Political Ideology of Italian Communists, in Delegitimation in Republican Italy 1945-2011, \u201cJournal of Modern Italian Studies\u201d, n. 22, january-february 2017; Declino e trasformazione dello Stato banchiere: mutamenti della costituzione materiale nella crisi politica della Prima Repubblica, in &#8220;Ventunesimo secolo&#8221;, n. 39, a. 2016.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><b>Daniele Pasquinucci:\u00a0<\/b>Professore ordinario di Storia delle relazioni internazionali presso il Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive dell\u2019Universit\u00e0 di Siena e Cattedra Jean Monnet in Storia dell\u2019integrazione europea. Dal 2007 al 2012 \u00e8 stato Segretario generale dell\u2019Associazione universitaria di studi europei. Tra le sue pubblicazioni: (a cura di, con Mark Gilbert) Euroscepticisms: The Historical roots of a political challenge, Leiden, Brill, in corso di pubblicazione (2019); (a cura di, con Lorenzo Mechi), Integrazione europea e trasformazioni socio-economiche. Dagli anni Settanta a oggi, Milano, FrancoAngeli, 2017; The Historical Origins of Italian Euroscepticism, in \u201cJournal of European Integration History\u201d, vol. 22, n. 2, 2016; (a cura di, con Luca Verzichelli), Contro l&#8217;Europa? I diversi scetticismi verso l&#8217;integrazione europea, Bologna, il Mulino, 2016; Euroscepticisme et abstensionnisme lors des \u00e9lections europ\u00e9ennes en Italie (1979-2014), in Martial Libera, Sylvain Schirmann e Birte Wassenberg (eds), Abstensionnisme, euroscepticisme et anti-europ\u00e9isme dans les \u00e9lections europ\u00e9ennes de 1979 \u00e0 nos jours, Stuttgart, Franz Steiner Verlag, 2016; (a cura di, con Daniela Preda e Luciano Tosi), Communicating Europe: Journals and European Integration 1939-1979, Berna, PIE Peter Lang, 2013; Uniti dal voto? Storia delle elezioni europee 1948-2009, Milano, FrancoAngeli, 2013<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presidente: Antonio Varsori, Universit\u00e0 di Padova. Discussant: Elena Dundovich, Universit\u00e0 di Pisa. Relatori: Andrea Guiso, Sapienza Universit\u00e0 di Roma, e Valentine Lomellini, Universit\u00e0 di Padova, L\u2019antiamericanismo nell\u2019Italia della guerra fredda; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/i-panel-dellottavo-convegno-sisi-cagliari-2019\/panel-1\/\">Continue Reading &amp;rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2594,"featured_media":0,"parent":768,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-770","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/770","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2594"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=770"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/770\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":855,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/770\/revisions\/855"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/768"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/convegni.unica.it\/sisi19\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}