{"id":59,"date":"2017-04-23T00:12:34","date_gmt":"2017-04-22T22:12:34","guid":{"rendered":"http:\/\/convegni.unica.it\/beyonde-learning\/?page_id=59"},"modified":"2017-05-07T18:36:16","modified_gmt":"2017-05-07T16:36:16","slug":"book-of-abstracts","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/convegni.unica.it\/beyonde-learning\/book-of-abstracts\/","title":{"rendered":"Abstracts"},"content":{"rendered":"<p>Relatore: <strong>Silvano Tagliagambe<\/strong><\/p>\n<p>Titolo.\u00a0<strong>Quale epistemologia per la tecnologia<\/strong><\/p>\n<p><strong>Abstract:\u00a0<\/strong>Il problema \u00a0di ordine culturale, di fronte al quale si trova\u00a0\u00a0il docente del terzo millennio per affrontare le questioni \u00a0di ordine mediale-tecnologico, va declinato nei termini di quella\u00a0<em>svolta epistemologica,\u00a0<\/em>sulla cui necessit\u00e0 richiama da molto tempo l\u2019attenzione del mondo della scuola Edgar Morin. Questo suo invito riscuote plausi incondizionati e indifferenziati, che prescindono dagli orientamenti didattici di chi lo fa proprio, spesso contrapposti tra loro e mutuamente esclusivi. Questa \u00e8 l\u2019indizio e il segnale di una mancanza di approfondimento e di autentica comprensione dell\u2019esigenza da lui \u00a0prospettata. Occorre per questo interrogarsi sul nesso tra epistemologia e tecnologia e cercare di\u00a0\u00a0capire quale sia il significato di quella svolta e in che cosa consista. Da questa analisi escono fortemente rafforzati per un verso il costruzionismo, in antitesi al cognitivismo in tutte le sue varianti, per l\u2019altro l\u2019esigenza di superare il mito del manuale e dei materiali didattici cartacei per orientarsi verso strumenti didattici pi\u00f9 flessibili e adeguati ai contenuti della nuova proposta culturale.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Relatore: <strong>David Harris (SardegnaIT)<\/strong><\/p>\n<p>Titolo.\u00a0<strong>Percezione, persuasione e pedagogia nell&#8217;epoca\u00a0del profitto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Abstract:\u00a0<\/strong>Gli ultimi anni hanno visto la confluenza in molte applicazioni informatiche di due grandi filoni di ricerca. Da una parte le scienze cognitive e psicologiche da cui la crescente consapevolezza dei limiti\u00a0significativi della razionalit\u00e0 umana (nella\u00a0capacit\u00e0 di valutare eventi probabilistici e statistici, nella percezione visiva ed uditiva degli eventi esterni, nella capacit\u00e0 di analizzare eventi razionalmente). Dall&#8217;altra, l\u2019informatica, con l\u2019analisi di grandi quantit\u00e0 di dati in forma digitale e il rapido sviluppo degli algoritmi di intelligenza artificiale.<br \/>\nPurtroppo, oltre agli indiscutibili benefici inerenti l\u2019evoluzione tecnologica, alcune grandi societ\u00e0\u00a0di tecnologia e i loro clienti (in vari settori dalle assicurazioni alla sanit\u00e0) stanno approfittando\u00a0di queste conoscenze per\u00a0manipolarci a fini\u00a0commerciali, restringendo progressivamente\u00a0le nostre sfere di privacy e d\u2019autonomia.\u00a0 Nel contempo, molti posti di lavoro sono minacciati ed \u00e8 probabile che i nuovi lavori creati dalle innovazioni tecnologiche tenderanno a favorire la sostituzione di attivit\u00e0 ad oggi considerate protette con altre attivit\u00e0 di bassa autonomia e di scarso contenuto intellettuale.<br \/>\nCosa possiamo insegnare ai giovani per evitare il progredire di questa distopia, e favorire invece lo sfruttamento delle tecnologie per il bene comune, e come possiamo utilizzare le tecnologie stesse per agevolare il processo?<\/p>\n<hr \/>\n<p>Relatore: <strong>Lourdes Gu\u00e0rdia (UOC Barcelona);<\/strong><\/p>\n<p>Titolo.\u00a0<strong>Learning Ecologies; expanding learning scenarios.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Abstract:<\/strong>\u00a0The use of ICT in education expands the potential learning space for professional development and updating skills, thereby facilitating the concept of \u201clifelong learning\u201d. But the potential benefits of ICT go much further than just lifelong learning, as they also promote both \u201clife-wide learning\u201d and \u201clife-deep learning\u201d. In addition to the time spent by each individual on his\/her formal professional development, there is also the time spent on informal development via unplanned contacts and experiences \u201clife-wide\u201d. In this scenario emerges the concept of Learning Ecologies seen from different perspectives and approaches. Personal and professional development needs to be so much more than simply studying and learning an academic curriculum; all the interactions and activities in our environment, it doesn\u2019t matter if are in a formal or informal context, can provide us opportunities for learning.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Relatore: <strong>John Domingue<\/strong><\/p>\n<p>Titolo.\u00a0<strong>Blockchains: a new paradigm for life-long learning<\/strong><\/p>\n<p><strong>Abstract:\u00a0<\/strong>Blockchains are best known as the technological underpinning for the Bitcoin cryptocurrency highlighted for its potential to revolutionise the financial world. For example, World Economic Forum survey in 2015 found that those polled believe that there will be a tipping point for the government use of blockchain by 2023.[1] The reach of blockchain technology, however, will go beyond the financial sector however, through the use of \u2018smart contracts\u2019 which allow business and legal agreements to be stored and executed online.<br \/>\nAt the Open University we have been conducting experiments in deploying blockchains in OU courses. In this talk I will cover how we have been using blockchains to manage micro-accreditation (including badging), ePortfolios and peer accreditation in a variety of settings. I will also outline our initiatives to setup national and international blockchain networks and how blockchains could herald the emergence of Uber-style universities.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Relatore: <strong>Peter Szegedi (G\u00c9ANT)<\/strong><\/p>\n<p>Titolo.\u00a0<strong>Next Generation Schooling &#8211; The Up2U Project<\/strong><\/p>\n<p><strong>Abstract<\/strong>:The key objective of the Up2U project is to bridge the gap between secondary schools and higher education &amp; research by better integrating formal and informal learning scenarios and adapting both the technology and the methodology that students will most likely be facing in universities.<br \/>\nThe learning context from the perspective of the secondary school students is the intersection of formal and informal spaces, a dynamic hybrid learning environment where synchronous activities meet in both virtual and real dimensions.<br \/>\nFor this, we propose to develop an innovative Up to University (Up2U) ecosystem \u2013 based on proven experiences in higher education and big research \u2013 that facilitates open, more effective and efficient co-design, co-creation, and use of digital content, tools and services adapted for personalised learning and teaching of high school students preparing for university. We will address project based learning and peer-to-peer learning scenarios.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Relatore: <strong>Gabriella Paolini (GARR)<\/strong><\/p>\n<p>Titolo.\u00a0<strong>Formare al digitale usando il digitale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Abstract<\/strong>: L&#8217;esperienza del GARR nella formazione degli insegnanti in modalit\u00e0 blended e in autoapprendimento con il progetto Progress in Training e con l&#8217;iniziativa Conoscere Internet. Gioie e dolori del formare al digitale usando le piattaforme digitali. L&#8217;importanza delle comunit\u00e0 di pratica. La grande sfida del progetto UP2University.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Relatore: <strong>Donatella Capaldi\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Titolo. \u00a0<strong>Passaggi obbligati: i transversal skills tra formazione secondaria e terziaria<\/strong><\/p>\n<p><strong>Abstract<\/strong>: Nella prospettiva di un ambiente educativo ibrido fra istituzioni e reti, in cui si sviluppino pratiche di apprendimento essenzialmente project based, occorre superare l\u2019attuale sistema in cui scuola, universit\u00e0, formazione e aggiornamento professionale fissano i loro obiettivi in modo totalmente autoriferito e separato. Uno snodo decisivo \u00e8 il passaggio dall\u2019educazione secondaria alla terziaria, la cruna dell\u2019ago su cui occorre porre la massima cura anche nella societ\u00e0 delle reti, per rimuovere quei blocchi tradizionali (fine dell\u2019obbligo, dropout elevato nei primi anni di universit\u00e0, carenza di strumenti per la specializzazione professionale) che diventano sempre pi\u00f9 negativi in un mondo di knowledge workers. Ma alla formazione di quali skills dei 18-19 enni devono essere indirizzati i modelli di apprendimento della scuola? Le elaborazioni delle pi\u00f9 importanti agenzie e osservatori internazionali offrono alcune indicazioni su cui lavorare, soprattutto in tema di Media &amp; Information Literature Skills, Cognitive Skills, Soft Skills.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Relatore: <strong>Riccardo Porcu<\/strong><\/p>\n<p>Titolo.\u00a0<strong>Progettare la trasparenza accessibile<\/strong><\/p>\n<p><strong>Abstract<\/strong>: La \u201ctrasparenza accessibile\u201d risponde alla crescente domanda di informazione, comunicazione e partecipazione del cittadino italiano e non (collettivit\u00e0) nell\u2019interazione, non sempre agevole, con le Istituzioni pubbliche,\u00a0\u00a0in un contesto internazionale complesso dominato dall\u2019\u201cinformation overload\u201d e dall\u2019eccesso di servizi offerti. La mera pubblicazione di insieme di dati (open e big data) non \u00e8 sufficiente a rendere adeguatamente edotto il fruitore dei servizi all\u2019uso consapevole degli stessi ed alla collaborazione nelle scelte di democrazia partecipativa, per le quali occorre formare nuove e rinnovate competenze dei 3,2 milioni di civil servants del futuro.<br \/>\nI temi maggiormente presenti nei nuovi (vecchi) media italiani, inerenti\u00a0\u00a0la cronaca nera, l\u2019immigrazione ed il terrorismo riverberano radicalmente, enfatizzati dalla comunicazione politica, nell\u2019agire della pubblica amministrazione, proponendo nuove domande e richiedendo adeguati strumenti di management e governance delle risorse umane, strumentali e finanziarie.<br \/>\nIl cambiamento del paradigma nell\u2019approccio integrato ai tre mondi della formazione la rete, il blended learning e l\u2019ibrido tra (in) formale e non, richiede un management pubblico capace di utilizzare nuovi strumenti di apprendimento\/formazione continua, coinvolgimento e motivazione del personale, attraverso la pratica di scienze applicate quali il coaching nella selezione\/gestione dei team di progetto ed il mentoring associato al piano delle performance.<br \/>\nLa Regione Autonoma della Sardegna, in collaborazione con le Universit\u00e0 di Cagliari e Sassari ha fondato l\u2019osservatorio socio-territoriale per la comunicazione quale strumento imprescindibile per monitorare la percezione dei pubblici interni ed esterni e la qualit\u00e0 erogata dalla pubblica amministrazione, al fine\u00a0\u00a0di diffondere la cultura dell\u2019organizzazione del lavoro per processi e l\u2019imprescindibile valutazione degli effetti delle politiche pubbliche, quale strumento di riconoscimento del merito nella promozione dei talenti.<br \/>\nVerranno presentati le modalit\u00e0 adottate per la costruzione del team dei comunicatori pubblici ed i progetti \u201ccamineRAS\u201d e \u201csocialWALL\u201d, come esempi di tecniche applicate per l\u2019ascolto e l\u2019interazione attivi del cliente\/utente, progettati e certificati in accordo alla norma in materia di gestione dei processi di qualit\u00e0 UNI EN ISO 9001 del 2015.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Relatore: <strong>Gianni Fenu<\/strong><\/p>\n<p>Titolo.\u00a0<strong>Nuove tecnologie e terza missione<\/strong><\/p>\n<p><strong>Abstract<\/strong>: Il ruolo che le universit\u00e0 possono giocare nel panorama formativo deve tener conto della terza missione degli Atenei e come questa possa incidere nella crescita del tessuto produttivo e nella qualificazione del territorio. Le nuove tecnologie didattiche offrono strumenti di crescita coerenti con la nuova societ\u00e0 digitale, con la mutata sensibilit\u00e0 sociale e con la crescente mobilit\u00e0 degli individui.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Relatore: <strong>Tommaso Minerva<\/strong><\/p>\n<p>Titolo.\u00a0<strong>L\u2019Open Education per connettere scuola, universit\u00e0 e formazione<\/strong><\/p>\n<p><strong>Abstract<\/strong>:\u00a0L\u2019Open Education per connettere scuola, universit\u00e0 e formazione. Nella relazione verranno introdotte le principali esperienze internazionali di Open Education, principalmente MOOCs, approfondendo la nuova esperienza italiana del Network EduOpen cui, al momento, aderiscono 17 atenei italiani. Il tema dell\u2019Open Education verr\u00e0 inserito all\u2019interno del framework europeo della formazione come una opportunit\u00e0 per le istituzioni formative per connettere i vari gradi di formazione (dalla scuola all\u2019universit\u00e0) e per il \u00a0mondo professionale e della formazione continua.<\/p>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relatore: Silvano Tagliagambe Titolo.\u00a0Quale epistemologia per la tecnologia Abstract:\u00a0Il problema \u00a0di ordine culturale, di fronte al quale si trova\u00a0\u00a0il docente del terzo millennio per affrontare le questioni \u00a0di ordine mediale-tecnologico, va declinato nei termini di quella\u00a0svolta epistemologica,\u00a0sulla cui necessit\u00e0 richiama da molto tempo l\u2019attenzione del mondo della scuola Edgar Morin. 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